Milano , 18 maggio 2017   |  

Milano: aggressione alla stazione Centrale

Militare dell'Esercito e agente della Polfer feriti da coltellate da un ragazzo alla Stazione Centrale di Milano

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Secondo quanto riporta un'agenzia Ansa, un militare dell'Esercito e un agente della Polfer sono stati feriti da coltellate sferrate da un ragazzo nato a Milano da genitori nordafricani nella stazione Centrale di Milano durante un normale controllo. L'aggressore è stato fermato, era già stato arrestato in passato per droga.
Le condizioni dell'agente e del militare non sono preoccupanti, sono stati entrambi accompagnati all'ospedale: il poliziotto in codice verde al Fatebenefratelli con una ferita al braccio, il militare è stato colpito al collo ed è in giallo.


Assieme a un altro militare (rimasto illeso) formavano una pattuglia mista che stava effettuando un controllo. Il ferimento è avvenuto alle 20 al piano ammezzato della stazione, di fronte al bar Segafredo. Gli agenti gli avevano chiesto i documenti e lui ha subito estratto il coltello. La persona arrestata è nato a Milano nell'agosto del 1996, ha origini nordafricane e figlio di immigrati. Addosso aveva due coltelli da cucina ma ne ha usato soltanto uno. Sono ancora in corso accertamenti su di lui ma secondo quanto si è appreso dalla questura, finora, non si tratta di terrorismo ma di criminalità comune.

L'assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia in merito all'aggressione avvenuta la sera di giovedì 18 Maggio, in Stazione Centrale a Milano afferma "Se, come sostengono alcuni esponenti del governo e dell'amministrazione comunale, in termini di immigrazione e accoglienza Milano anticipa il futuro non abbiamo di che stare tranquilli. Chiederò personalmente al prefetto e al questore di effettuare altri controlli in Stazione Centrale. Il blitz di alcuni giorni fa è stato importante, ma serve un presidio costante. L'immigrazione è fuori controllo e sta producendo disastri per la sicurezza dei cittadini e degli agenti delle Forze dell'ordine. Solidarietà e vicinanza al militare e al poliziotto colpiti questa sera. Ora è tempo di rimandare al proprio Paese tutti coloro che non hanno diritto a restare qui".

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