Como, 29 agosto 2020   |  

Agosto 2020 in digitale il congresso europeo di cardiologia

di Gianfranco Cucchi

Ha avuto inizio oggi, sabato 29 Agosto e terminerà martedì 1° Settembre, il congresso europeo di Cardiologia, che quest'anno causa della pandemia da virus di Wuhan si svolgerà solo in formato online

cuore online

Quest’anno la Società Europea di Cardiologia, vista la pandemia da virus di Wuhan, ha stabilito che il congresso europeo di Cardiologia si terrà in forma digitale dal 29 Agosto al 1° Settembre.

Al congresso parteciperanno più di 40 mila cardiologi provenienti da tutto il mondo. Obiettivo è discutere delle principali novità in campo cardiologico e delle recenti ricerche cardiovascolari con più di 4000 presentazioni in 500 sessioni composte da 750 esperti provenienti da 49 paesi. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nei Paesi industrializzati e stanno aumentando anche nei Paesi Africani e dell’Asia. Circa 18 milioni di persone muoiono ogni anno per questo tipo di patologia di cui l’85% per cento è colpito da infarto miocardico e ictus. Oltre i tre quarti delle morti di natura Cardio Vascolare si verificano nei paesi a basso e medio reddito. Dei 18 milioni di morti premature (meno di 70 anni) da malattie non trasmissibili , l’82% avviene in paesi a basso e medio reddito e il 37% è causato da malattie cardiovascolari.

La maggior parte delle malattie cardiovascolari può essere prevenuta affrontando fattori di rischio comportamentali come l’uso di tabacco, una dieta non sana, il trattamento dell’obesità, l’inattività fisica, riduzione del consumo di alcolici, etc.. utilizzando campagne comunicative di sensibilizzazione su larga scala.

Tra i fattori di rischio principale per le malattie cardiovascolari rientrano l’ipertensione, il diabete, l’iperlipidemia per i quali è opportuno intervenire con una adeguata terapia e monitoraggio costante.

Un’importante novita’ è stata comunicata nella prima giornata di lavori scientifici. Due studi danesi hanno dimostrato che, negli ultimi vent’anni, la terapia con farmaci cardiovascolari appropriati ha ridotto sensibilmente la mortalità totale, l’infarto miocardico e il ricorso ad interventi di rivascolarizzazione coronarica negli ammalati affetti da angina pectoris stabile e e da diabete mellito non insulino-dipendente,

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