Milano , 11 giugno 2017   |  

Alejandro Inarritu: immigrazione virtuale

di Paola Mormina

Alla Fondazione Prada “Carne y Arena” di Alejandro G. Inarritu; una realtà virtuale che simula un viaggio tra i migranti

Alejandro G. Inarritu

Alejandro Inarritu

Presentata al 70 Festival di Cannes l’installazione di realtà virtuale del regista quattro volte premio Oscar Inarritu è arrivata alla sua destinazione ufficiale, la sede della Fondazione Prada di Milano. Un lavoro complesso, frutto della raccolta di esperienze reali e basato su racconti e testimonianze raccolte personalmente dal regista, al quale il tema dell’immigrazione appartiene da sempre, al punto di definirsi lui stesso un migrante, seppur di “prima classe”. Decisivo anche un incontro in Italia con i migranti del Centro per i rifugiati di Catania, dove ha potuto verificare che le loro storie erano in realtà molto simili a quelle dei migranti del suo Messico. Il nostro mare è così paragonabile al deserto, e alcuni si dissolvono tra le acque, altri tra la sabbia, sparendo per sempre inghiottiti dal nulla e dimenticati.


L’installazione è un’esperienza visiva che dura sei minuti e mezzo, durante i quali il visitatore è attivamente coinvolto nella traversata del deserto dal Messico verso la speranza: la sabbia negli occhi, la paura, la fatica; è tutto reale e lo spettatore partecipa fisicamente ed emotivamente, con un’immersione totale dei sensi. Accessibile al pubblico sino al 15 gennaio 2018 previa prenotazione online, i biglietti sono acquistabili solo su base mensile e dato che i contenuti potrebbero anche turbare o spaventare, la fondazione si riserva di vietare l’ingresso ai minori di 16 anni.

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