Como , 11 dicembre 2018   |  

Ats Como e Varese particolare attenzione alle aggressioni agli operatori sanitari

Il responsabile scientifico l'ing. Silvano Sartori, ha analizzato il fenomeno della violenza agli operatori con esperti di diversi settori e ha presentato le misure prese in questo ambito dalle Asst Lariana, Valle Olona e Sette Laghi e dall'Ats dell'Insubria. Al termine si è svolta la tavola rotonda "Ospedale e Territorio: progettualità in Pronto Soccorso" durante la quale saranno presentate anche le esperienze di volontariato in Pronto soccorso.

encomio sartori 3

Le aggressioni agli operatori sanitari si verificano con una frequenza media di una al giorno, la maggior parte nelle strutture di Pronto Soccorso e, a seguire, in Psichiatria, negli altri reparti e nei front office. Per rispondere in maniera efficace a questo fenomeno e tutelare il personale e i pazienti l'Ats dell'Insubria e le asst dei territori di Como e Varese si sono impegnate in questi anni in una serie di progettualità, presentate stamattina nel corso del convegno "Rispettiamoci! Prevenzione delle aggressioni nelle aziende sanitarie dell’Insubria", organizzato da Asst Lariana nell'Auditorium dell'ospedale Sant'Anna.

L'evento, che è stato aperto da Marco Onofri, direttore generale di Asst Lariana, ha analizzato il fenomeno della violenza agli operatori, diffuso in egual misura nelle strutture comasche e varesine, con esperti di diversi settori e ha presentato le misure prese in questo ambito.

Al termine si è svolta la tavola rotonda "Ospedale e Territorio: progettualità in Pronto Soccorso" durante la quale sono state presentate anche le esperienze di volontariato in Pronto soccorso.

Gli esperti hanno messo in evidenza il lavoro di reportistica degli episodi a danni di dipendenti e anche di beni aziendali, anche in un'ottica di prevenzione, sottolineato come la formazione sulle tecniche di de-escalation e la comunicazione siano un'arma fondamentale per smorzare le reazione dei pazienti o dei familiari più facinorosi, ma anche che è intendimento comune lavorare per l'accoglienza. Provvedimenti come i fast-track in Pronto Soccorso o la collaborazione con associazioni di volontariato come quella dell'asst Lariana con l'associazione A.ma.te e il Cisom di Como e con i City Angels nel caso dell'Asst Valle Olona vanno proprio in questo senso. Altro aspetto che è stato trattato, anche con un intervento dell'onorevole Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell'Interno, è quello dei risvolti legali dei danneggiamenti di beni aziendali e della tipologia di reati contro gli operatori sanitari, che ha compreso anche un accenno al Ddl Sicurezza.

Nel primo semestre del 2018 in Asst Lariana, l'unica azienda dotata di un Servizio di Vigilanza interno, ha registrato 165 episodi di agiti aggressivi. Di questi, 87 si sono verificati in Pronto Soccorso, 53 in Psichiatria e il resto in altri reparti o servizi. Nel 79% dei casi si è trattato di azioni di disturbo, nel 14% dei casi di minacce, nel 3% dei casi all'aggressione fisica, il 4% non è invece specificato nella reportistica.

Il fenomeno non si concentra in particolari giorni della settimana. Per quanto riguarda le fasce orarie il 37% degli interventi si concentra tra le 20.00 e le 02.00. La più alta percentuale (15%) si verifica dalle 22.00 alle 24.00. Ma quale la tipologia aggressore? Nel 75% dei casi si tratta di pazienti “psichiatrico-alcolista-tossicodipendente”. Gli episodi si verificano in pari percentuale (39%) durante l’attesa e durante il trattamento. Il 44% degli episodi avviene nei confronti di personale infermieristico, la restante percentuale indistintamente nei confronti di tutti presenti nel reparto.

Nel 92% dei casi ci sono state azioni di disturbo alle attività sanitarie, nell'1% lesioni a danno del personale, nell'1% danni materiali. In otto situazioni problematiche su dieci il primo intervento è stato eseguito dal servizio di vigilanza. Nel 30% dei casi è stato necessario un secondo intervento da parte di vigilanza, Polizia, Vigili Urbani o Carabinieri.

L'Asst Lariana si è impegnata in questi anni per contrastare il fenomeno con il Progetto di Risk Management "Prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori"per avviare un’azione di sistema da parte dei settori aziendali coinvolti nella gestione degli episodi di aggressione/violenza in un'ottica di miglioramento della sicurezza. Inoltre, ha ideato la campagna "Tolleranza zero" con affissione di poster nei luoghi di maggiore accesso dell’utenza in particolare PS , SPDC, Ostetricia e Geriatria e ambiti territoriali e ha organizzato un corso di autodifesa per le donne e eventi di formazione per tutti gli operatori dei settori più esposti.

Inoltre, ha attivato l'intervento del servizio Vigilanza presso il Presidio ospedaliero di Cantù quando disponibile e installato telecamere di controllo, con registrazione e indicazione di ambiente video sorvegliato, nelle sale di aspetto degli ospedali di Cantù e San Fermo e un pulsante d’allarme nel P.S. di Cantù. Ha poi avviato tavoli con la Prefettura e le Forze dell'ordine oltre che con le rappresentanze sindacali. Sta, infine, effettuando una ricognizione nei SERT per la rivalutazione dei rischi da aggressione e  in alcuni servizi di continuità assistenziale e ha avviato una collaborazione con il Gruppo di lavoro per la valutazione dello stress lavoro correlato.

Durante il corso la Direzione strategica ha conferito un encomio all'ingegner Silvano Sartori, da poco andato in pensione, che è stato il responsabile aziendale del Servizio Prevenzione e Protezione.

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