Bellinzona , 13 febbraio 2020   |  

Bellinzona, incontro viabilità per il ponte Tibetano

La sua apertura, avvenuta nel 2016, è certamente un elemento di richiamo turistico e suscita enorme curiosità., Proprio per questo, lui, il ponte tibetano che sorge nella zona di Sementina, ha posto un problema di traffico veicolare sulla strada che conduce verso di esso.

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Immagine di repertorio

Il comune di Bellinzona ha deciso di prendere di petto la questione proprio per cercare di risolvere il problema legato al generarsi di questo surplus di vetture in transito.

E questo «a tutela- si legge nel comunicato diffuso dal comune - in particolare delle esigenze della popolazione locale". Con ente autonomo Carasc e patriziato di Sementina, il primo problema a cui il comune ha messo mano ha riguardato la parificazione della segnaletica già posta circa tre anni fa in direzione di Curzutt. Sono poi state introdotte una serie di misure volte a limitare il traffico a chi abbia strette necessità di percorrere alcuni tratti: da via alla Serta e via Mondò verso San Defendente e i prati di Cima, analogamente a quanto già fatto in precedenza per il tratto da via 1 Fracc alla località El Pairoo di Monte Carasso, il traffico sarà limitato, si legge nella nota, "al servizio a domicilio, permettendone quindi il transito soltanto a chi, titolare od ospite, deve raggiungere una proprietà in quota, ivi compreso l'Alpe Mognone di proprietà del patriziato di Sementina».

Per le esigenze dei turisti resteranno disponibili i posti a parcheggio collocati a fondovalle. E quindi per raggiungere i luoghi più elevati sarà disponibile ancora il servizio navetta che molto consenso pare avere suscitato in questi anni. Inoltre sarà introdotto il divieto di parcheggio dopo il nucleo di Piancalardo e fino a san Defendente. Misure con cui , dice il comune, «si confida di fare fronte alle richieste della cittadinanza locale emerse ancora nell'ultima serata pubblica di incontro con il municipio dello scorso 23 ottobre 2019, di gestire meglio l'impatto del successo sin qui riscontrato dall'apertura, nel 2016, del ponte tibetano».

In definitiva il ponte tibetano rappresenta un indubbio gioiello da valorizzare e da fare fruire ma non deve trasformarsi in un motivo di intasamento veicolare che complica la vita di chi di quelle zone fruisce quotidianamente per il fatto di risiedervi e per le necessità a ciò connesse. (Cri.Com.)

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