Como, 10 settembre 2019   |  

Brescia arresti per tratta nigeriane

Sistema accoglienza utilizzato per alimentare la prosituzione

brescia mobilita 02

L'assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale Riccardo De Corato, ha così commentato l'arresto di tre cittadini nigeriani ritenuti responsabili dei reati di tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione, fermati questa mattina, martedì 10 Settembre, dalla Polizia nell'ambito di indagini coordinate dalla Dda della Procura di Brescia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

«E' emerso - ha spiegato De Corato - quello che da anni continuo a ripetere: molte organizzazioni criminali straniere utilizzano lo strumento della 'protezione internazionale' per i loro scopi delittuosi. Reclutate in Nigeria, le donne erano trasferite in Libia, dove venivano imbarcate per farle giungere sulle coste italiane. Prima di essere costrette a prostituirsi con minacce di ritorsione alla famiglia rimasta in Patria e con riti magici, le ragazze entravano nel sistema di accoglienza e formalizzavano, appunto, la richiesta di protezione internazionale diventando così inespellibili fino al termine della lunga procedura».

«Secondo Polis Lombardia - ha proseguito l'assessore regionale - nel 2016 il numero di segnalazioni di delitti commessi da nigeriani era il più elevato tra le comunità straniere presenti in Lombardia. 'Lesioni dolose' e 'stupefacenti' assorbono un numero elevato di segnalazioni, ma il peso più significativo e' lo 'sfruttamento della prostituzione', accompagnato da 'minacce" e 'rapine'. La brutalità che caratterizza la mafia nigeriana non ha eguali. Il sistema di accoglienza del nostro Paese - ha concluso De Corato - deve essere assolutamente rivisto. Le pratiche per il riconoscimento dello status di 'rifugiato' hanno tempi eccessivamente lunghi e l'espulsione dei clandestini è quasi inesistente. Questo facilita e agevola inevitabilmente la vita a organizzazioni criminali extracomunitarie».

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