Cantù , 13 novembre 2017   |  

Cantù cede a Venezia all'overtime

Una Red October Cantù commovente cede ai campioni d’Italia in carica dopo un tempo supplementare, uscendo comunque a testa altissima al termine di una battaglia palpitante

Jeremy Chappell vs Venezia

Il finale dice 93 a 92 per l’Umana Reyer Venezia,  ai biancoblù, orfani di Charles Thomas per infortunio, non bastano i 26 punti di Randy Culpepper e la doppia doppia di Jeremy Chappell da 18 punti e 12 rimbalzi.

Al “PalaBancoDesio” torna l’entusiasmo, pubblico canturino caldissimo e curva scatenata. Tuttavia, i campioni d’Italia in carica non si scoraggiano, partendo subito forte: 6 a 0 ospite, time out tempestivo di coach Sodini. Al rientro in campo la sostanza non cambia, tripla micidiale di Haynes per il 12 a 0 Reyer.

Sono di Burns i primi punti della Red October, dopo quasi 4’ di grande difficoltà nella metà campo offensiva. Bramos, poco dopo, raffredda subito gli animi con
una “bomba” delle sue. Atmosfera che torna a farsi rovente quando Chappell, dall’angolo, manda a bersaglio una tripla alla sirena dei 24’’ ma per la terna il tiro è fuori tempo massimo. Scelta arbitrale dubbia e contestata dal tifo di casa. Cantù prova a reagire con la sostanza di Crosariol (stoppata su Watt), tuttavia, nell’azione successiva i biancoblù subiscono il canestro del -13 (6-19) in inferiorità numerica, con Burns a terra dopo aver appoggiato al vetro due punti preziosi.

La prima frazione si chiude sul 13-30, Umana indemoniata dall’arco dei tre punti. Le difficoltà in casa Red October proseguono anche in avvio di secondo quarto, quando al 13’ la Reyer doppia i locali (18-36). Ennesima tripla orogranata, a realizzarla l’ex canturino Jenkins. Ma i padroni di casa non mollano, anzi tripla del vice-capitano Parrillo e -11 (25-36), Cantù è viva. A suonare la carica per coach Sodini è Crosariol (33 anni oggi), canestro da due con fallo. Il centro azzurro manda a bersaglio anche il libero aggiuntivo, trascinando la Red October a due soli possessi di svantaggio.

Al 15’ il tabellone dice 30-36. Nei minuti successivi, a salire in cattedra, è Culpepper il “folletto” del Tennesse segna un canestro dietro l’altro, portando i biancoblù ad un solo punto di ritardo. 40-41, Reyer in affanno, Cantù sulle ali dell’entusiasmo.

È ancora di Culpepper il canestro del 43 pari, che manda letteralmente in visibilio il pubblico canturino. A guastare la festa un’ingenuità difensiva negli ultimissimi secondi di primo tempo, squadre negli spogliatoi sul 43 a 45. Ospiti indemoniati dall’arco con 7 triple realizzate su 14 tentate, bottino magro invece per Cantù con 3 sole triple su 7 a bersaglio.

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