Cantù , 09 ottobre 2017   |  

Cantù sconfigge la Vanoli Cremona

Sabato 7 Ottobre, la Red October Cantù ha fatto il proprio esordio stagionale in casa, al “PalaBancoDesio”, sconfiggendo la Vanoli Cremona 97 a 80.

Jeremy Chappell 21

Jeremy Chappell

Il trionfo dei brianzoli porta la firma di tutta la squadra ma, principalmente, due i protagonisti della serata Marco Sodini e Jeremy Chappell, rispettivamente capo-allenatore e capitano della Red October. Il primo, subentrato nei giorni scorsi a coach Kirill Bolshakov (rimasto nello staff tecnico in veste di vice) ha debuttato sulla panchina canturina con una splendida vittoria, convincente quanto preziosa per il campionato.

La squadra ha tenuto un ritmo altissimo per tutto l’incontro, riuscendo anche a dare spettacolo in più occasioni grazie alle giocate funamboliche di uno scatenato Michael Qualls e di un Jeremy Chappell “totale”, decisivo su entrambi i lati del campo. Quest’ultimo ha analizzato nel dettaglio il match con Cremona, soffermandosi sugli aspetti che hanno fatto la differenza per centrare la vittoria: «Abbiamo giocato insieme, di squadra. Offensivamente, ma soprattutto difensivamente, ci siamo fidati l’uno dell’altro. Abbiamo pressato i portatori di palla, fidandoci del fatto che, se ci fossimo fatti battere in 1 contro 1, ci sarebbe stato poi pronto un compagno per aiutarci in difesa. Il segreto della vittoria? La chimica di squadra. Dopo la partita – prosegue il capitano di Cantù - mi sono sentito e ci siamo sentiti appagati nell’aver mostrato ai tifosi la nostra dedizione per la pallacanestro, il nostro impegno ed il nostro approccio. Tutto questo ha dato dei risultati, ripagandoci con una vittoria».

Soddisfatto anche coach Sodini, il quale in conferenza stampa si è detto sorpreso per l’atteggiamento difensivo: «Sinceramente non avevo l’aspettativa di poter vedere la nostra squadra difendere così bene come nei primi 25’ di partita – ha affermato il coach toscano - so perfettamente di avere in squadra giocatori di talento ma ai ragazzi ho chiesto di fare cose che non erano abituati a fare o che comunque non erano mai state fatte prima. Se c’è energia in difesa possiamo anche rimediare ai nostri errori. In attacco, invece, la cosa migliore è che abbiamo prodotto vantaggi anche quando i nostri giocatori più importanti non hanno
prodotto punti, questo conta molto».

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