Cantù, 21 novembre 2023   |  

Carabinieri Cantù: cenano al ristorante e si allontanano senza pagare

Si sta verificando un fenomeno sempre più inquietante, frutto di un malcostume che rischia di diventare un’abitudine, che puo’ mettere in crisi gli esercizi commerciali dove si consumano cibi e bevande, in sostanza è sempre più frequente il fenomeno di persone che mangiano e poi se ne vanno senza pagare.

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i militari della Tenenza di Mariano Comense, a conclusione degli accertamenti, hanno denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta e furto, un 41enne pregiudicato ed una 31enne anche lei pregiudicata, poiché avrebbero cenato presso un noto ristorante, ed al momento di pagare il conto di quasi 190 euro, si sarebbero allontanati dal locale senza pagare e asportando anche una bottiglia di grappa.

Sempre gli stessi militari, hanno denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta un 35enne di origini straniere, pregiudicato.

Il 35enne, in compagnia di una donna non identificata, dopo aver pranzato presso un noto ristorante, al momento di pagare il conto di circa 100 euro si allontanava dal locale senza pagarlo, lasciando in pegno il suo documento di identita', risultato regolare ed in corso di validita'.

L’incapacità economica non determina un reato, ma solo un inadempimento contrattuale. Infatti, tra ristoratore e cliente sussiste un contratto atipico che ha, come oggetto, la somministrazione di cibo, bevande e servizi da parte del ristorante e il pagamento del corrispettivo in denaro da parte del consumatore.

Se il cliente non può pagare il conto, c’è inadempimento contrattuale; il ristoratore potrà soltanto proporre un’azione di recupero del credito. Altro discorso se il cliente consuma il pasto, pur essendo consapevole di non poter pagare e lo sa fin dal momento in cui entra nel ristorante.

Se il cliente mangia al ristorante con la consapevolezza di non poter pagare il conto e lo nasconde al ristoratore, il soggetto potrebbe essere querelato per il reato di insolvenza fraudolenta: l’art. 641 c.p. punisce chi, nascondendo il proprio stato d’insolvenza, contrae un’obbligazione con il proposito di non adempierla.

Se il cliente consuma con la consapevolezza di non poter pagare ma fa credere al ristoratore di poter saldare il conto, il ristoratore potrebbe presentare una querela per truffa; l’art. 640 c.p. punisce colui che, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno; il ristoratore può sporgere querela, presentando alle Forze dell’Ordine ogni elemento che sia utile ad identificare il soggetto e a dimostrare il fatto, come ad esempio, i video delle telecamere di sicurezza.

Infatti, il ristoratore, dal canto suo, non può fermare il cliente nel suo locale e impedirgli di andare via, così facendo, si realizzerebbe il reato di sequestro di persona e l’art. 605 c.p. punisce chiunque priva taluno della libertà personale.

Inoltre, il ristoratore non può farsi giustizia da solo poiché il codice penale: artt. 392 e 393, puniscono chiunque, per esercitare un diritto di cui ritiene essere titolare, invece che ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente giustizia da sé con violenza sulle cose o sulle persone, commette il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

 

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