Milano , 12 settembre 2017   |  

Giornata di studio sullo stress da lavoro degli operatori di Polizia e del soccorso

di Paola Mormina

Interessante analisi delle cause e delle conseguenze dello stress subito in ambienti di lavoro di pubblica sicurezza e soccorso

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Si è tenuto lunedì 11 Settembre presso la sede di Palazzo Cusani a Milano un convegno focalizzato sull’ analisi dello stress connesso all’ attività lavorativa in ambienti di pubblica sicurezza e soccorso organizzato dall’Associazione Culturale Sicurezza Cum Grano Salis, rappresentata nello specifico da Eliseo Taverna, moderatore della discussione nonché voce in apertura dei lavori. L’ associazione studia specificatamente il settore e pone come finalità proprio la divulgazione e lo studio delle dinamiche correlate agli aspetti socio-organizzativi all’interno delle stesse, facendo leva su alcuni punti dolenti causa di situazioni stressanti e traumatiche, spesso prevedibili ma in realtà purtroppo ignorate sino alle irreparabili conseguenze.

Paola Garruto e Gianfranco Manera raccontano invece come sia possibile intervenire e supportare concretamente coloro che vivono questa drammatica condizione, e come Cerchio Blu, l’associazione della quale fanno parte, operi in tal senso. Nata nel 2004 attualmente è l’unica Organizzazione Non Profit che offre un sostegno psicologico per la Polizia Italiana, lavorando sul duplice fronte della formazione e del supporto diretto tramite personale specializzato, e ha il plauso inoltre di aver creato il primo Osservatorio Nazionale sul Fenomeno del Suicidio dei Poliziotti.

Cerchio Blu ha in particolare ideato una vera e propria “help line” in soccorso all’emergenza, una sorta di “rifugio” per tutti coloro che necessitano aiuto a seguito di particolari situazioni traumatiche, senza sottovalutare che l’impatto emotivo spesso può emergere anche a debita distanza dall’evento, ed essere ancora più pericoloso e distruttivo poiché maturato nel silenzio e nella negazione della sintomatica pregressa. “Quando vedi la gente in sofferenza, hai già perso” con queste parole il Dottor Raffaele Latocca, Direttore di Ambulatorio di Medicina del Lavoro dell’ospedale San Gerardo di Monza e coordinatore del Laboratorio di Stress Lavoro Correlato della Regione Lombardia, sintetizza abilmente la problematica ponendo l’attenzione su come questa sia riconoscibile soltanto nello stadio ultimo, quello della patologia, rappresentando così una reale sconfitta dal punto di vista umano. Un tempestivo approccio proattivo in tal senso ridurrebbe sensibilmente la portata del danno, resta infatti molto importante agire in prevenzione piuttosto che curarne le conseguenze, spesso gravi. Marcello Avico, componente della Segreteria Regionale Lombardia del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), sindacato della Polizia, illustra invece come nel tempo si sia proprio creata la necessità di avere all’interno delle linee guida per la valutazione dello stress connesso all’attività lavorativa, e di come sia necessario monitorare gruppi omogenei di lavoro attraverso alcuni indicatori istituzionali relativi al contesto lavorativo e alla qualità del lavoro svolto. Rosario Carrubba, Vigile del Fuoco e Coordinatore Regionale Lombardia FNS (Federazione Nazionale Sicurezza) CISL Salute e Sicurezza interviene, supportato da Francesco Galluzzo, Coordinatore Nazionale Federazione Nazionale della Sicurezza CISL, con un’importante riflessione proprio in memoria dei colleghi dell’11 Settembre, illustrando come questi svolgano un servizio necessario, tempestivo e portante proprio per la salvezza delle vite umane mettendo spesso a repentaglio la propria, minacciata da quella stessa imprevedibilità che il loro intervento va inesorabilmente a sanare. Pone l’accento inoltre su quanto venga sottovalutato l’aspetto umano della professione, tanto esaltata dal punto di vista istituzionale ma non ripagata affatto sotto il profilo emotivo, a tal punto che ad oggi non esiste neppure una statistica sui casi di suicidi tra Vigili del Fuoco, spesso proprio i più soggetti a quello che in termine tecnico si definisce “Burn Out”, ovvero la manifestazione della sindrome da stress lavorativo.

Chiude i lavori il Dottor Giovanni Costa, Ordinario di Medicina del Lavoro dell’Università di Milano e Direttore UOC Medicina del Lavoro Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, ponendo alcuni importanti interrogativi in relazione al non trascurabile rapporto causa/effetto di alcune particolari categorie lavorative, nello specifico laddove esiste una forte componente d’imprevedibilità legata al ruolo e, spesso, proprio al negato riconoscimento del valore all’interno della gerarchia lavorativa.

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