Como , 12 marzo 2018   |  

Como: arresti per immigrazione clandestina

polizia 2

Nelle prime ore di questa mattina, lunedì 12 Marzo, la Polizia di Stato di Como ha eseguito un' ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, una di nazionalità tunisina e una nazionalità italiana, per i reati di favoreggiamento all' mmigrazione clandestina, falso e induzione in errore del pubblico ufficiale.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip, presso il Tribunale di Como, sulla scorta di un chiaro quadro probatorio che la Squadra Mobile, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, è riuscita a definire al termine di una complessa e articolata attività investigativa, svolta anche con l' ausilio di strumenti tecnologici.

Più nello specifico, l' indagine ha avuto inizio, nel marzo 2016, a seguito della denuncia sporta da un cittadino straniero nei confronti di R.T., nato in Tunisia, quarantanovenne, residente a Como, con precedenti specifici per reati in materia di immigrazione, il quale, a fronte del corrispettivo di 4000 euro, era riuscito a fargli ottenere un permesso di soggiorno, grazie ad una serie di false attestazioni prodotte all' Ufficio Immigrazione di Como. Successivamente lo straniero, minacciato, corrispondeva ulteriori somme di denaro per ottenere la restituzione del passaporto, che il tunisino gli aveva trattenuto al suo arrivo in Italia. Da qui decide di rivolgersi alla Polizia. In considerazione di quanto denunciato, gli operatori della Squadra Mobile, fatti i primi accertamenti, avviavano le indagini, riuscendo, a ricostruire due anni di condotte delittuose.

Attore principale della vicenda è il tunisino R.T. il quale, avvalendosi della complicità di datori di lavoro fittizi italiani, per lo più persone prive di reddito e molto spesso dedite all' uso di alcool e droghe, predisponeva contratti di lavoro che attestavano, un rapporto di impiego degli stranieri, in qualità di domestici. Il contratto fittizio, così ottenuto, veniva poi consegnato agli stranieri e da questi prodotti all' Ufficio Immigrazione, ai fini del rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, il tutto ovviamente verso il corrispettivo di un prezzo.

Un ruolo di primo piano nella vicenda, ha avuto anche E. F., nato a Palermo, trentatrenne, residente a Ramponio Verna (Co), con precedenti per reati contro il patrimonio. L' uomo oltre a prestarsi come datore di lavoro fittizio si adopera per reclutarne altri.

Nel corso delle indagini, sono state documentate ulteriori dinamiche:

1. R.T. Dietro un corrispettivo, era in grado di procurare al cliente straniero un domicilio in provincia di Como, necessario al fine di poter presentare la domanda di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno;
2. il tunisino pretendeva dal cliente che i pagasse di tasca propria all'Inps, i contributi previdenziali di spettanza del datore di lavoro così da far sembrare il rapporto d' impiego regolare a tutti gli effetti per non insospettire gli operatori dell' Ufficio immigrazione, incaricati dei controlli nella fase istruttoria della pratica;
3. All' occorrenza, R.T. era in grado anche di fornire al cliente documentazione fiscale come per esempio buste paga.

Per i servizi forniti il tunisino percepiva somme di denaro in base ad un vero e proprio tariffario:

1. 1000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio;
2. 600 euro per un certificato di residenza;
3. 300 per una dichiarazione di ospitalità;
4. 100 euro per ogni busta paga fittizia.

Nel corso delle indagini è stato documentato il coinvolgimento di 26 datori di lavoro, di diverse decine di clienti stranieri e la partecipazione di altri soggetti che hanno collaborato a vario titolo con R.T.  Nell' illecita attività  come ad esempio nella produzione dei documenti falsi, nella trasmissione per via telematica delle assunzioni all'Inps, nella sottoscrizione di dichiarazioni di ospitalità, ed altro. Complessivamente sono state deferite 130 persone. Contestualmente all' esecuzione dell' ordinanza di custodia sono state anche eseguite 13 perquisizioni, nei confronti dei principali indagati.


Per gli stranieri che hanno ottenuto o richiesto il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, utilizzando documentazione fittizia, sono stati già interessati i competenti uffici immigrazione al fine di valutare l' adozione di un provvedimento di revoca del titolo, o di rigetto dell'istanza; molte pratiche, infatti, sono state sospese in attesa della chiusura delle indagini.

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