Como, 09 gennaio 2018   |  

Como calcio, arresti domiciliari per gli ex Porro e Foti

Per il fallimento della società, altre persone coinvolte in perquizioni

porrocomo

L'ex presidente del Calcio Como, Pietro Porro e il suo ex vice Flavio Foti sono da questa mattina martedì 9 Gennaio, agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della società sportiva Calcio Como, dichiarata fallita nell'estate 2016 su richiesta della Procura della repubblica. Le misure cautelari firmate dal Gip sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Como e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Como e dalla Aliquota della Guardia di Finanza della sezione di Polizia Giudiziaria. 

Per tutte le persone coinvolte nell' indagine vale, in questa fase procedimentale, volta all' acquisizione di ulteriori prove, il principio di presunzione di innocenza, come previsto dall'art. 27 della Costituzione. 

Il provvedimento coercitivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari è basato su varie fonti di prova, tra cui: le relazioni relative all'ex art. 33 “Legge fallimentare” del curatore della “Calcio Como srl”; dalle informative di p. g. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della G. di F. di Como in cui sono state ricostruite le operazioni dissipatorie e distrattive; attività d’intercettazione telefonica ed ambientale e relativi servizi di osservazione e pedinamento operati dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria G. di F. di Como; perquisizioni e sequestri effettuati in data 22 Marzo 2017 presso gli indagati, nonché le sedi delle società presso “Calcio Como srl” e “S3C srl”. 

Pietro Porro, quale presidente del CdA ed amministratore dal 26 Novembre 2012 fino alla data del fallimento, 21 Luglio 2016 del “Calcio Como srl” dichiarata fallita dal Tribunale di Como a seguito di richiesta della Procura della Repubblica e Flavio Foti, quale vice presidente del CdA ed amministratore dal 26 Novembre 2012 fino alla data del fallimento del “Calcio Como srl”, sono accusati di bancarotta per distrazione e dissipazione; bancarotta preferenziale. 

L'attività investigativa e le relative indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica ha portato attraverso la costituzione in data 10 Aprile 2014 da parte di “Calcio Como Srl” in favore della controllante “S3C” di una ipoteca volontaria su "Centro Sportivo Mario Beretta", per un importo di 900.000 euro a garanzia di un mutuo di fondiario concesso dalla “BCC di Alzate Brianza” per 600.000 euro; la cessione in data 30 Giugno 2014 da parte di “Calcio Como Srl” in favore della controllante “S3C” il medesimo complesso immobiliare, per un corrispettivo di 3.200.000 euro e contestuale rinuncia all’ipoteca legale sui crediti vantati dalla cedente concordando le seguenti modalità di versamento ritenute pregiudizievoli per il Calcio Como in quanto 750.000,00 euro venivano versati dalla “S3C” tramite 2 bonifici bancari utilizzando le somme di denaro ottenute attraverso il mutuo concesso alla controllante “S3C” dalla banca “BCC di Alzate Brianza”, ma previa concessione da parte di “Calcio Como srl” di garanzia ipotecaria per la somma di maggiore importo di 900.000 euro; 1.440.000 euro in 12 rate da 120.000 euro cadauna con scadenza al 31 Dicembre di ogni anno con rinuncia della “Calcio Como SRL” agli interessi legali e convenzionali sulle somme dovute dalla “S3C” tale parte del prezzo non veniva però mai versata in quanto oggetto di compensazione con il debito sorto in capo “Calcio Como srl” in conseguenza della conclusione di un contratto di locazione in data 1°Luglio 2014 proprio con la “S3C srl”, della durata di anni 12 anni avente ad oggetto proprio il Centro Sportivo Mario Beretta e con la previsione di un canone di locazione annuale, da corrispondersi da parte del “Calcio Como srl”, pari a 120.000 euro. Inoltre, 686.205 euro tramite accollo Mutuo Fondario MPS; 323.000 euro da pagarsi in più soluzioni entra il 30.06.2016 con rinuncia da parte di “Calcio Como srl” agli interessi legali e convenzionali. I 323.000 euro non risultano essere stati corrisposti, in quanto compensati attraverso la cessione di crediti vantati da “Limonta Sport spa”, “Tecno-gi Strade srl” ed “Impres Foti” nei confronti della fallita. 

L’operazione di riacquisto, in data 31 Dicembre 2015, senza tra l’altro provvedere alla registrazione presso l’Ufficio Marchi e Brevetti, del marchio “Calcio Como” dalla controllante “S3C” per un corrispettivo pari 900.000 euro pur essendo stato pattuito tra le medesime parti, nel contratto di cessione concluso appena sei mesi prima, il 28 Giugno 2012, il diritto di prelazione per l’acquisito alla cifra inferiore di 700.000,00 euro. Il trasferimento dal patrimonio della fallita “Calcio Como srl” in favore della “S3C srl” della somma complessiva di 105.600 euro, di cui € 75.600 euro quale parziale pagamento della fattura nr. 2 del 31 Dicembre 2013 e di 30.000 euro quale parziale pagamento della fattura nr. 4 del 21 Dicembre 2015 emesse dalla “S3C srl” e riferite ad operazioni inesistenti, il riconoscimento di passività e debiti inesistenti nei confronti della controllante “S3C” per un valore complessivo di 38.100,00 euro con riferimento a n. 3 fatture per operazioni inesistenti n. 4/2015, 3/2015 e 1/2016 emesse dalla controllante “S3C” anche attraverso la protrazione dell’attività della srl dopo aver azzerato il patrimonio sociale ed omettendo di adottare i provvedimenti di ripianamento delle perdite, ricapitalizzazione della società o liquidazione della stessa, nonostante la sussistenza di uno stato di insolvenza conclamato e di una situazione debitoria complessivamente non inferiore a 6.507.538,98 euro; il sistematico inadempimento delle obbligazioni erariali (IVA, INPS etc.) per un importo complessivo pari ad 1.135.000 euro; la dissimulazione della perdita totale del patrimonio con le varie operazioni contabili e di bilancio tra cui: l’ iscrizione di una plusvalenza relativa alla cessione del marchio di 699.111 euro; l’iscrizione di una plusvalenza relativa alla cessione dell’impianto Sportivo Orseingo pari a 1.012.019 euro. 

I due indagati sono accusati di avere utilizzato per gli anni di imposta 2013, 2014, 2015 cinque fatture emesse dalla “S3C SRL” a fronte di operazioni inesistenti, quali pagamento di royalties e di prestazioni professionali, indicandole nelle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette ed IVA. 

Gli arresti odierni seguono il sequestro preventivo risalente ad Aprile 2017 del Centro Sportivo Mario Beretta in Orsenigo, ritenuto essere il provento nonché il profitto del reato di bancarotta per distrazione e dissipazione. La Guardia di Finanza di Como è impegnata nell’eseguire decreti di perquisizione disposti dalla Procura della Repubblica.

 

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