Como , 05 ottobre 2018   |  

Como in mostra al villaggio Coldiretti a Roma

Nella capitale esposti i "Sigilli" per salvare la biodiversità contadina

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Ci sono anche i prodotti lombardi più rari tra i “Sigilli” di Campagna Amica esposti per la prima volta a Roma in occasione del Villaggio Coldiretti #stocoicontadini al Circo Massimo.

I “Sigilli”, spiega la Coldiretti Lombardia, sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici, ai quali si aggiunge la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione.

Un’opera importante soprattutto perché in Italia in un secolo si è passati da 8.000 varietà di frutta a poco meno di 2.000, con la perdita di biodiversità che riguarda però l’intero sistema agricolo.

In Lombardia, in particolare tra i “Sigilli” troviamo: il Fatulì, un formaggio affumicato a forma cilindrica prodotto con il latte della Capra Bionda dell’Adamello, che ha rischiato l’estinzione negli anni ’90 e che oggi conta circa 4500 capi nel territorio della Valcamonica in provincia di Brescia; il Fiorone, uno dei formaggi più tipici del territorio lecchese ottenuto dal latte della Capra Orobica, razza autoctona delle Prealpi Orobie; il formaggio Nostrano della Val Trompia (Brescia), prodotto dal latte della Vacca Bruna Alpina che fino agli anni ’50 era la razza da latte più diffusa in Italia.

Tra i “Sigilli” lombardi di Campagna Amica anche il Melone Vecchio Viadanese, dalla buccia liscia di colore giallo, la cui coltivazione nel Mantovano è attestata già dal 1500; l’Agrì di Valtorta, formaggino di piccole dimensioni assai diffuso in passato nell’Alta Val Stabina (Bergamo), quando le donne lo trasportavano a piedi e con le gerle in spalla fino alla vicina Valsassina (Lecco); il Bagoss, formaggio con l’aggiunta di zafferano prodotto a Bagolino, piccolo comune bresciano dell’Alta Val Sabbia.

Nelle province di Brescia e Bergamo si trovano anche le tipiche Formaggelle e il “Fiurì”, ricotta che affiora dalla bollitura del latte, la cui prima fioritura è frustata dal casaro con rametti di abete.

Grazie al lavoro degli agricoltori vengono custoditi in Lombardia anche il Burro di Montagna dal sapore intenso e dal colore variabile in base all’alimentazione del bestiame; il Grano Saraceno, conosciuto in Valtellina come “furmentun”, dal quale si ottiene la farina per la tipica polenta “nera” che diventa “Taragna” aggiungendo burro e formaggio; lo Stracchino all’antica delle Valli Orobiche, che deriva il nome da stracch, “stanco” in dialetto bergamasco, riferendosi alla stanchezza delle mucche durante il periodo della transumanza; il Semigrasso d’Alpe, prodotto nell’Alta Valtellina, proveniente dalla mungitura serale; la Semuda, formaggio della provincia di Como dalla storia secolare, usato per la preparazione della polenta uncia o dei tartifui rustii (patate arrosto).

I “Sigilli” comprendono anche la Capra di Livo, razza autoctona della provincia di Como che viene allevata nella Valle del Livo e in tutto il Lario occidentale, e la Capra Verzaschese, razza in via d’estinzione dell’Alto Varesotto che produce latte utilizzato per formaggi freschi e di media stagionatura. “La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy - dichiara il presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini - investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole per affermarsi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”.

In Italia i “Sigilli” di Campagna Amica sono in totale 311 prodotti e razze animali raccolti nel corso di un censimento curato dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica.

Nel corso di questo primo studio sono risultati 369 “agricoltori custodi”, di cui il 25% sotto i 40 anni. Le aziende condotte da questi imprenditori per il 20% producono con il metodo biologico e il 5% è impegnato in attività di agricoltura sociale ai sensi della Legge 141/2015. Dei 311 prodotti della biodiversità censiti, il 90% sono presenti sui banchi di vendita diretta dei mercati di Campagna Amica, mentre il 10% può essere acquistato solo in punti vendita aziendali o durante eventi specifici. Il 16% sono frutti, il 44% è costituito da ortaggi, legumi e cereali, il 30% da derivati di razze animali che sono rappresentate da 55 razze diverse presenti nei registri e nei libri delle razze, il 3% da miele e prodotti spontanei ad alto valore ecosistemico, e infine trasformati di olivi e vitigni per un 7%.

I “Sigilli” di Campagna Amica sono stati raccontati in un apposito atlante grazie ai contributi di accademici e studiosi, una ricerca di carattere sociologico con la presentazione di ricette e storie di agricoltori custodi, per comprendere l’importanza della conservazione di un patrimonio unico al mondo.

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