Como , 06 maggio 2018   |  

Como-Sondrio: fusione di istituti religiosi

Età media avanzata e progressiva riduzione del numero delle consorelle la Congregazione delle Pie Figlie della sacra Famiglia si è interrogata su come garantire effettivamente la conduzione di una vita consacrata secondo il magistero della Chiesa

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Immagine di repertorio

L'età media avanzata e la riduzione del numero delle consorelle ha portato la Congregazione delle Pie Figlie della sacra Famiglia come  poter continuare una vita consacrata secondo il magistero della Chiesa nella concretezza delle circostanze attuali.  Così si è giunti alla decisione con l'autorizzazione della Santa Sede alla fusione dell'Istituto delle Pie Figlie della Sacra Famiglia di Mese (So) con l'Istituto delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza Guanelliane.   

Nell’esortazione Vita Consecrata Giovanni Paolo II scriveva: “La vita consacrata è annuncio di ciò che il Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito compie con il suo amore, la sua bontà, la sua bellezza.” Dopo il Concilio Vaticano II “un grande impegno è stato profuso da ciascuna famiglia religiosa nella rilettura dell’ispirazione primitiva degli Istituti. Oltre a custodire l’intendimento dei Fondatori aveva lo scopo di proporre risposte ai segni dei tempi. Come ci ricorda l’ultimo documento emanato dal Dicastero per la vita consacrata “Una parola del Signore Gesù può illuminare il cammino della Vita Consacrata nello spirito del rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II: vino nuovo in otri nuovi.”

Ecco, pertanto, che la Congregazione delle Pie Figlie della sacra Famiglia si è interrogata su come garantire effettivamente la conduzione di una vita consacrata secondo il magistero della Chiesa nella concretezza delle circostanze attuali (età media avanzata e progressiva riduzione del numero delle consorelle). Unite, mediante la preghiera e le risonanze condivise, abbiamo cercato di leggere i segni dei tempi per volgerci docilmente alla volontà di Dio, che conosce i ritmi del tempo e della vita. Nella lettera ai consacrati Papa Francesco scrive: “La comunione e l’incontro tra differenti carismi e vocazioni è un cammino di speranza. Nessuno costruisce il futuro isolandosi, né solo con le proprie forze, ma riconoscendosi nella verità di una comunione che sempre si apre all’incontro, al dialogo, all’ascolto, all’aiuto reciproco e ci preserva dalla malattia dell’autoreferenzialità.” Incoraggiate da queste parole abbiamo proceduto su un doppio binario: uno sguardo volto all’interno, introspettivo, ed uno all’esterno, verso l’incontro con altre Congregazioni. Si è scoperto che alcuni aspetti, unici per le Pie Figlie della sacra Famiglia, erano altrettanto fondamentali per la Congregazione di don Guanella.

E non solo: tra i due Fondatori, don Primo Lucchinetti e san Luigi Guanella era intercorsa una fitta corrispondenza fatta di consigli, interrogativi, aiuti reciproci. Più volte i due avevano valutato la possibilità di un “mutuo soccorso”: un obiettivo, potremmo dire “con il senno del poi”, concretizzatosi oggi. Ne è scaturito un percorso di reciproca conoscenza che, tappa dopo tappa, ha condotto entrambe le Congregazioni a considerare oltre che possibile, proficua una fusione. Siamo così ad annunciare che la Santa Sede, con Decreto del 19 marzo 2018, Solennità di San Giuseppe (Patrono di entrambe le Congregazioni) ha concesso «l’autorizzazione affinché l’Istituto delle Pie Figlie della Sacra Famiglia possa fondersi con quello delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza».

Si è trattato di un cammino bello, delicato e impegnativo, che ha coinvolto ciascuna di noi a ripercorrere la propria storia vocazionale ed insieme quella dell’Istituto cui apparteniamo. Descrivere i vari sentimenti e le molteplici emozioni che hanno accompagnato le tappe del percorso di fusione non è il fine di questo scritto, che vuole dare l’annuncio ufficiale di un evento importante per la Chiesa Diocesana ed Universale. Ci è sembrato giusto, partecipare la nostra trepidazione per questo momento di grazia ed esprimere riconoscenza a tutti coloro che ci hanno sostenute in questo cammino. "Il Padrone della vigna, che ha reso feconda l’opera delle nostre mani e guidato i cammini, conceda di saper custodire con mezzi adeguati la novità che ci è stata affidata” (Per vino nuovo in otri nuovi n°56)

 

 

 

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