Como , 23 marzo 2020   |  

Coronavirus: al Sant’Anna 264 posti letto di cui 34 in terapia intensiva

Una breve sintesi dell'organizzazione predisposta da Asst Lariana a seguito dell’emergenza Coronavirus.

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L’ospedale Sant’Anna - il cui reparto di Malattie Infettive fin dall’inizio è stato inserito nella rete regionale per la gestione e il ricovero di pazienti Covid-19 - conta su:

Terapia Intensiva: nell’area diretta da Andrea Lombardo, sono stati ricavati 27 posti letto per pazienti Covid-19, ulteriormente incrementabili in situazione di estrema criticità; a questi vanno aggiunti 5 posti letto in terapia sub-intensiva (dove vengono trasferiti dalla terapia intensiva i pazienti che migliorano). A Cantù sono stati attivati 7 posti letto Covid-19 (6 in terapia intensiva e il settimo posto all’interno del blocco operatorio). In totale i posti letto in terapia intensiva sono quindi 34 e 5 quelli in terapia sub-intensiva.

Posti letto: ad oggi 264 posti letto sui 500 previsti nell’assetto di accreditamento del presidio del Sant’Anna, sono dedicati al trattamento di pazienti Covid-19 (nel computo sono ricompresi anche i posti letto della terapia intensiva). I reparti dove i pazienti vengono ricoverati sono: Malattie Infettive (15 posti letto); Day-Week Surgery (35 posti letto); Medicina Urgenza (24 posti letto). Questi 74 posti letto sono stati attivati nella prima fase dell’emergenza. Già in questa prima fase si è provveduto a potenziare le azioni di pre-triage all’interno del Pronto Soccorso.

Nella seconda fase dell’emergenza sono state riorganizzate e destinate ai pazienti Covid-19 la Degenza Chirurgica 3 (54 posti letto ; le altre due stanze presenti sono state dedicate alla vestizione e vestizione del personale) e Degenza Chirurgica 2 (50 posti letto).

La Degenza Chirurgica 3 assume caratteristiche di terapia sub-intensiva per la presenza di ventilatori e tecnologie adeguate ed è stata assegnata al reparto di Pneumologia, diretto dal dottor Sergio Agati, mentre la Degenza Chirurgica 2 è stata affidata al reparto di Malattie Infettive, diretto dal dottor Luigi Pusterla.
A seguito dell’aggravarsi della situazione nella provincia di Bergamo e Brescia e di alcune difficoltà registratesi in alcune strutture ospedaliere del territorio, da sabato 21 marzo - terza fase - è stata attivata per i pazienti Covid-19 anche la Degenza Medica 3 (59 posti letto), posta sotto la direzione di Roberto Pusinelli, responsabile dell’area emergenza-urgenza.

Area Emergenza-urgenza L’ospedale Sant’Anna continua a garantire tutti i servizi e le attività connesse all’emergenza-urgenza. Nell’ambito della riorganizzazione regionale, inoltre, il Sant’Anna è stato individuato come centro di riferimento per il trattamento delle urgenze neurologiche-Stroke (malattie cerebrovascolari acute). “Questo comporta - osserva il direttore generale di Asst Lariana Fabio Banfi - la necessità di garantire un costante equilibrio nell’utilizzo dei posti letto disponibili per poter assicurare un costante possibile impiego delle risorse per questi pazienti e per le urgenze chirurgiche”. “Abbiamo risposto da subito alle necessità del sistema sanitario regionale con aree dedicate e percorsi strutturati - aggiunge Banfi - All’emergere delle esigenze della città di Como e del territorio lariano, tenuto conto dell’andamento della curva epidemiologica, si è proceduto con una nuova mirata pianificazione e ristrutturazione dell’organizzazione interna dell’ospedale Sant’Anna. Stiamo lavorando per affrontare l’emergenza al meglio e se necessario procederemo con ulteriori provvedimenti”.

Per quanto riguarda le attività ambulatoriali in ospedale e nei Poliambulatori, si ricorda che - in tutti i presidi di Asst Lariana - sono garantite solo le prestazioni non differibili (ad esempio chemioterapia, radioterapia, dialisi pazienti in terapia anti-coagulante orale (AVK/DOAC), ecc.); le prestazioni urgenti con priorità U o B; le prestazioni dell’area Salute mentale dell’età evolutiva e dell’età adulta e i servizi sulle Dipendenze; le prestazioni dell’area Materno-Infantile; i Punti Prelievo.

A San Fermo, così come a Cantù e Menaggio, a tutti i pazienti diretti al Pronto Soccorso viene rilevata la temperatura e verificata la presenza di eventuali sintomi influenzali; solo successivamente i pazienti potranno accedere alla struttura. A San Fermo tale operazione avviene all’interno di un pre-fabbricato; a Cantù all’interno di un tendone prestato dalla Croce Bianca di Mariano Comense e a Menaggio all’interno di un tendone prestato da Lario Soccorso di Erba.

A Cantù e Menaggio devono passare dal tendone per la misurazione della temperatura anche tutti i visitatori diretti in ospedale; a San Fermo la misurazione della temperatura ai visitatori è eseguita all’interno di un pre-fabbricato posizionato di fronte all’ingresso della hall.

In applicazione all’ordinanza regionale (N. 514 del 21 marzo 2020) anche tutto il personale degli ospedali - cooperative comprese - viene sottoposto alla misurazione della temperatura.

In virtù dell’elevato numero di pazienti ricoverati e per garantire che il rapporto con i familiari sia costante e puntuale, Asst Lariana sta procedendo con una riorganizzazione delle modalità comunicative che quanto prima saranno rese note. “I numeri attuali dei pazienti nonché l’impegno del personale coinvolto nella loro cura, ci impongono di rivedere il consueto sistema - conclude Banfi - Entro i prossimi giorni avremo del personale che potrà dedicarsi solo a questo aspetto e garantire così che il rapporto con i familiari sia costante e puntuale”.

Resta confermato che tutti i codici minori (cosiddetti codici bianchi con esigenze non riconducibili all’emergenza-urgenza e quindi minore priorità, come, ad esempio, slogature, piccoli tagli...) dovranno fare riferimento al Pronto Soccorso dell'ospedale di Cantù. La decisione, assunta sabato, è legata alla necessità di concentrare il personale sui pazienti Covid e sulle emergenze-urgenze nonché sulla necessità di supportare il sistema regionale impegnato nell'emergenza Coronavirus. Nulla cambia per il Pronto soccorso Pediatrico e il Pronto Soccorso Ginecologico i cui pazienti continueranno a poter utilizzare il Sant’Anna.

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