Como , 28 agosto 2018   |  

Dopo 400 anni, Italia e Svizzera unite per ricordare Nicolò Rusca

Domenica 9 Settembre le celebrazioni avranno il loro culmine con la Messa solenne delle 10,30 nella collegiata dei Santi Gervasio e Protasio.

Caimi Ritratto Rusca

Domenica 9 Settembre le celebrazioni avranno il loro culmine con la Messa solenne delle 10,30 nella collegiata dei Santi Gervasio e Protasio. A presiedere il rito sarà monsignor Oscar Cantoni, vescovo di Como. Non potrà essere presente il vescovo di Lugano, monsignor Valerio Lazzeri, ma si attendono le conferme della presenza del vescovo di Coira, monsignor Vitus Huonder, e del postulatore della causa di beatificazione del Rusca, monsignor Pietro Riva.

«Sono una ricorrenza importante i 400 anni dal martirio – riflette l’arciprete emerito di Sondrio, monsignor Valerio Modenesi –, ma abbiamo pensato ad iniziative semplici, senza grandi apparati, per tornare alla bellezza del beato Nicolò Rusca, che ha lasciato un segno nella nostra comunità. Divenuto arciprete a 27 anni, in un momento difficile e di lotta tra le diverse confessioni cristiane, lui è stato una figura di apertura ed equilibrio». 

Il beato Nicolò Rusca, che fu arciprete di Sondrio a partire dal 1590, fu fatto prigioniero da un drappello di armati, condotti dal pastore riformato Marcantonio Alba nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1618, fu dapprima condotto in catene a Coira, quindi trasferito al tribunale speciale di Thusis, costituito in un ambiente di estremismo protestante. Rusca dovette difendersi dalle accuse per le quali era già stato assolto in due processi nel 1608 e 1609: aver preso parte al complotto contro il pastore Scipione Calandrino, aver rimproverato un giovane che aveva partecipato al culto evangelico e aver cercato di sobillare i soldati grigioni ai tempi della costruzione del Forte di Fuentes.

Inoltre, fu accusato di ribellione contro i magistrati e le leggi dello Stato, per essersi opposto all’apertura di una scuola umanistica in città. Torturato, come era d’uso nei tribunali dell’epoca, per ottenere una confessione, la sera del 4 settembre Rusca morì dopo aver affermato la propria innocenza e dopo avere chiesto invano di essere confessato da un prete. 

Beatificato il 21 Aprile 2013, nel 450° anniversario della nascita avvenuta a Bedano (oggi Canton Ticino) nel 1563. (A.G.)

 

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