Como, 04 ottobre 2019   |  

Francesco: perchè troppi sono costretti ad emigrare?

di Alberto Comuzzi

Là dove sono riusciti a mettere radici i Figli Spirituali del Santo d'Assisi lo sforzo per evitare che le persone emigrino ha dato qualche risultato

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credit Rivista San Francesco

Francesco d'Assisi, del quale oggi, 4 Ottobre, la Chiesa celebra la festa canonica, è una figura che ha affascinato – e tuttora affascina – milioni di persone di ogni fede e anche non credenti.

La rappresentazione più gradita (è anche più parziale) della sua immagine è quella che lo dipinge protettore della natura, amico degli animali e cultore delle forme più spinte di povertà.

Insomma una perfetta icona, per Verdi e per i fan della decrescita felice. Il messaggio di San Francesco è ben più profondo anche perchè saldamente ancorato alle virtù evangeliche che vanno ben oltre a superficiali stili di vita spesso appiattiti su mode passeggere.

«Dai loro frutti li riconoscerete» spiega l'evangelista Matteo; e i frutti più evidenti del santo d'Assisi sono i suoi figli spirituali che da otto secoli seminano bene e speranza.

Un esempio concreto per farci capire. Il fenomeno delle migrazioni che affligge tanta parte dell'umanità trova oggi nell'attività dei francescani della Terra Santa risposte concrete che, se emulate, potrebbero contenere la disperazione e la sofferenza di molte persone costrette a lasciare le proprie case alla ricerca di una vita migliore.

Prima di catechizzare, i Francescani, la dove sono presenti, si preoccupano di formare al bene i giovani (gestendo asili, scuole e università aperte a tutti: cristiani, ebrei, musulmani e persino atei), sanare i corpi (fondando presidi sanitari e là dove possibile ospedali), sostenere le famiglie economicamente (realizzando cooperative di lavoro e gestendo case da affittare ad equo canone).

Dal loro esempio quotidiano sono germogliate le vocazioni alla vita religiosa e quindi al sacerdozio di giovani di ogni continente. Ecco l'autentico San Francesco sta nel suo messaggio di aiuto spirituale e materiale a milioni di persone a prescindere dalla loro fede.

Un messaggio che i suoi figli spirituali interpretano e diffondono tutt'oggi ben al di là di quello che s'intende far apparire attraverso tante iconcine con cui viene presentato il “Poverello” che parla agli animali del bosco.

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