Como, 31 agosto 2018   |  

I Mercedari, gli schiavi e le schiavitù

di Alberto Comuzzi

Troppi uomini (e popoli) di “dura cervice” riescono a pesare sulla vita di milioni di persone facendo loro del male. Un'umanità atea è destinata al suicidio.

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Mercedari in udienza a Roma il 17 Gennaio 2018 (foto d'archivio)

Oggi, venerdì 31 Agosto, la Chiesa ricorda nel martirologio dei santi e beati Raimondo Nonnato. Chi era costui e perché annoverarlo addirittura come santo?

Il soprannome significa non partorito dalla madre viva, «non-nato», ossia estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce. Anche se le notizie di san Nonnato sono poche si sa che verso il 1224 entrò nell'Ordine religioso di santa Maria della Mercede (detto anche dei Mercedari), fondato da Pietro Nolasco nell'Agosto del 1218 con lo scopo di riscattare e di curare la formazione religiosa e morale degli schiavi nelle regioni spagnole ancora occupate dagli Arabi.

Dopo che gli spagnoli liberarono gran parte del territorio, Raimondo partì per l'Algeria, dove venne fatto prigioniero. Per impedirgli di predicare, gli misero una sorta di morso. Tornato in Catalogna, diventato ormai famoso, venne chiamato a Roma da papa Gregorio IX che nel 1239 lo nominò cardinale. Durante il viaggio, appena quarantenne, morì assalito da violenti febbri.

È interessante la sua vicenda umana e spirituale perché interamente vissuta nel contesto della sua famiglia religiosa, quella dei Mercedari. Nel periodo in cui visse circa la metà della penisola iberica era sotto il dominio degli arabi musulmani, che durante gli scontri armati catturavano i cristiani per farne degli schiavi.

Il principale apostolato svolto dalla sua Famiglia religiosa consisteva proprio nel riscattare, con il denaro, le persone ridotte in schiavitù dai Mori. Si stima che non meno di 100.000 cristiani siano stati riscattati dai Mercedari nel corso dei secoli. La loro ultima "redenzione" sarebbe avvenuta nel 1798, quando riscattarono a Tunisi 830 prigionieri catturati dai pirati a Carloforte, in Sardegna.

Pur conservando il primitivo scopo della redenzione, dopo la presunta scomparsa della schiavitù, ne XIX secolo l'Ordine si è votato alle missioni e all'istruzione della gioventù.

Dopo il Concilio Vaticano II si è celebrato un capitolo generale speciale per l'aggiornamento delle Costituzioni che ha stabilito che l'Ordine doveva lottare contro le nuove forme di schiavitù di carattere sociale, politico e psicologico. L'ordine ha quindi esteso il suo apostolato ai detenuti, agli ex detenuti, ai loro familiari e all'aiuto ai cristiani perseguitati o oppressi per motivi religiosi.

Il 17 Gennaio 2018, in occasione dell’ 800° anniversario dell’Ordine, papa Bergoglio ha rivolto un messaggio ai Mercedari in cui, tra l'altro, sottolineava come fosse – e sia – necessario «uscire dalle nostre piccole sicurezze mondane per andare verso ogni periferia che necessita della luce del Vangelo».

Oggi, a distanza di otto secoli dalla nascita dei Mercedari, la schiavitù (non solo morale, ma proprio quella fisica del corpo) e il traffico di esseri umani sono tutt'altro che debellati. Sembra proprio che popoli di “dura cervice” (purtroppo numerosi, a quanto è dato constatare) non siano in grado di percepire la gravità delle tante azioni malvagie compiute contro propri simili, a cominciare dai più indifesi: i bambini. Ma che razza di istituzioni politiche internazionali ci siamo dati noi uomini del XXI secolo?

Quante facce “con la riga in mezzo” di governanti e di uomini di potere ai quali abbiamo scioccamente affidato le nostre vite e quelle di milioni di esseri umani circolano spavaldi per le vie del mondo facendo disastri?

La Chiesa cattolica, pur con le miserie ed errori di tanti suoi figli, resta l'ultimo e unico vero baluardo contro l'opera nefasta del maligno che opera attraverso tanti uomini conquistati alla sua causa. Ad una condizione, però: che non si stanchi di annunciare che Cristo Gesù è via, verità e vita e che più l'uomo si allontana da Dio, più soffre.

Quanto lavoro hanno davanti a loro i Mercedari.

 

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