Como, 31 luglio 2017   |  

Un augurio non convenzionale per l’estate 2017

di Franco Cecchin

La vita è bella se abbiamo lo stupore delle cose belle, sia della natura che dell’opera umana.

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Le stragi barbare di un fondamentalismo assurdo, le tragedie vicino a noi, la precarietà del vivere che riempie di drammi, anche di suicidi o di omicidi di molte vite di giovani e di donne, gli incendi dolosi o meno, i terremoti e un clima contraddittorio scorrono di fronte a noi come tanti eventi e notizie in un clima di indifferenza e di impotenza. Siamo convinti che c'è una via di uscita a questa situazione invivibile e priva di senso.

Occorre invertire la tendenza: favorire e sviluppare nel vivere quotidiano relazioni autentiche tra le persone per riscoprire cosa significa dare e ricevere, voler bene ed essere voluti bene, avere "chi ti chiama per nome" e chiamare per nome. Non demandiamo agli altri la nostra responsabilità e cominciamo dal piccolo ambito in cui viviamo. Favoriamo occasioni di consapevolezze tra le persone e facciamo crescere la convinzione che ciascuno è chiamato a dare un apporto che nessun altro può dare al nostro posto.

Smettiamola di essere autolesionisti o pessimisti o indifferenti. Usiamo la testa per pensare cose autentiche. Ravviviamo la memoria perché il nostro presente e futuro ci possono essere se non cancelliamo le nostre radici. Usiamo il nostro linguaggio non per denigrare, ma per incoraggiare. Impegniamoci, ciascuno nel proprio ambito, a costruire il Bene comune. La vita è bella se abbiamo lo stupore delle cose belle, sia della natura che dell’opera umana. Di nuovo, un augurio a tutti per un’Estate 2017 non convenzionale

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