Como , 05 giugno 2018   |  
Sport   |  Lombardia

Eleonora e Massimo Fiorelli nuovi gestori del rifugio Ponti al Disgrazia

Poco più che trentenni, entrambi forti arrampicatori e nipoti della guida alpina della Valmasino Ugo Fiorelli,

Foto nuova gestione Ponti

Il Rifugio Alpino Cesare Ponti, posto a 2500 metri alla base del monte Disgrazia sul versante della Valmasino, di proprietà della Sezione di Milano del CAl, riaprirà a metà giugno prossimo gestito dai fratelli Eleonora e Massimo Fiorelli.

Eleonora e Massimo succedono agli storici gestori Amedea Scetti ed Ezio Cassina che hanno lasciato per godersi il meritato riposo dopo una vita trascorsa in rifugio, e dopo che Gianluca Maspes, nota guida alpina di Sondrio, ha dovuto rinunciare per motivi personali e a malincuore, al contratto firmato nel dicembre scorso.

Gianluca Maspes era risultato vincitore del bando di gestione indetto dalla Sezione del CAI Milano. Bando al quale avevano risposto 16 candidati e nella cui graduatoria Eleonora era risultata al secondo posto con la società di cui fa parte con il fratello Massimo e la Madre Iris Gherbesi. Società che attualmente è titolare della gestione del Centro Polifunzionale della Montagna di Filorera.

Eleonora e Massimo, poco più che trentenni, entrambi forti arrampicatori e nipoti della guida alpina della Valmasino Ugo Fiorelli, si può dire siano nati e cresciuti in un rifugio; al rifugio Allievi in val di Zocca, gestito da sempre dalla famiglia Fiorelli.

"L’ entusiasmo e l’energia dei ragazzi - spiega Massimo Minotti, presidente del Cai di Milano - insieme alla forte passione per la montagna e all’esperienza nella gestione di rifugi maturata dalla loro madre Iris, sapranno certamente contagiare gli escursionisti che giungeranno stanchi al rifugio al termine di una delle più faticose tappe del sentiero Roma e gli alpinisti in procinto di affrontare la mai banale salita al Disgrazia. Con la loro professionalità sapranno dare ospitalità e sicurezza anche ai semplici turisti che saliranno da valle per qualche ora di aria pura e di panorami mozzafiato.

Sulla nuova gestione peserà l’incertezza del futuro della strada di accesso all’alpe di Preda Rossa, base di partenza per raggiungere il rifugio con poco più di 2 ore di cammino. La strada, come noto, è interessata dalla frana scesa nei primi giorni dell’Agosto 2017. Frana che ha letteralmente rimosso dalla propria sede un ponte e che ne pregiudica il transito.

Tuttavia il Rifugio è, e resta, una delle mete più ambite dai frequentatori della Valmasino, definita il regno del granito e conosciuta in tutto il mondo anche per le due importanti manifestazioni internazionali che vi si svolgono tutti gli anni: il trofeo “Kima”, celebre corsa in montagna sul percorso del sentiero Roma e il Melloblocco che attrae, o meglio attraeva perché da quest’ anno la manifestazione migra a Lugano, giovani buolder da tutto il globo".

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