Como , 08 febbraio 2019   |  

Fiamme Gialle a difesa del "Made in Italy"

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, in collaborazione con i funzionari doganali scoprono un consistente traffico di merce contraffatta e sequestrano circa 10 mila articoli

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I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, in collaborazione con i funzionari doganali, nel corso dei quotidiani controlli svolti presso il valico Commerciale in ingresso nel territorio italiano, hanno scoperto un consistente carico di merce contraffatta con caratteristiche riconducibili al marchio “Apple” ed in violazione del “Made in Italy”, che stava per essere immesso sul mercato.

L’attività di servizio è stata avviata selezionando un autoarticolato diretto prima a Milano e poi a Roma tra gli oltre 3.000 che quotidianamente varcano il confine. Considerata la tipologia di merce, l’origine della stessa (Cina) e valutati i profili di rischio in materia di contraffazione, le Fiamme Gialle decidevano di procedere ad un controllo sommario del carico.

Da una prima disamina fisica della merce si riscontrava che i colli erano stati caricati in modo tale da non consentire di determinare con precisione e nell’immediatezza il loro numero esatto e l’effettiva qualità e quantità dei beni ivi contenuti. L’apertura di alcuni di essi permetteva, inoltre, di rilevare la presenza di merce potenzialmente contraffatta e riportante false indicazioni circa l’effettiva origine.

Si procedeva dunque ad un controllo totale della spedizione che permetteva di rinvenire 164 cartoni per un totale di 9.572 articoli vari tra: abbigliamento, elettronica e tessuti, di cui 1.000 pezzi presentavano caratteristiche in termini di disegno, forma e colore, similari a quelle del marchio “AirPods-Apple”. Venivano immediatamente contattati i periti del noto logo che confermavano i sospetti dei militari.

L’ingente carico, per un valore di mercato di circa 300.000 euro, è stato così sottoposto a sequestro penale. Inoltre, la non corrispondenza tra la merce dichiarata e quella effettivamente riscontrata ha comportato il contestuale sequestro amministrativo finalizzato alla confisca per contrabbando.

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