Como, 23 settembre 2018   |  

Giorgetti a Varenna: una cabina di regia per le opere pubbliche

di Stefano Scaccabarozzi

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: nella pubblica amministrazione servono meno esperti legali e più ingegneri, informatici e tecnici.

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Giancarlo Giorgetti

L'ultima giornata di lavori della 64esima edizione del Convegno di Studi Amministrativi a Villa Monastero di Varenna si è aperta con l'intervento del Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed esponente di spicco della Lega.

Nella sua relazioni Giorgetti ha affrontato il tema delle carenze infrastrutturali del nostro Paese, alla luce dei vincoli di bilancio: «Nell'ultimo decennio abbiamo dovuto fare i conti con il crollo delle risorse per gli investimenti, con la spesa pubblica ridimensionata per rispettare i vincoli europei. Una situazione che ha portato la Commissione europea ad adottare il piano Juncker che, grazie anche alla Bei (Banca europea per gli investimento), ha avuto un effetto migliore rispetto alle aspettative, anche sul fronte delle infrastrutture. Per questo l'Italia deve chiedere un rilancio del piano Juncker e investimenti per realizzare le reti infrastrutturali per i principali collegamenti europei».

Un piano infrastrutturale che secondo Giorgetti deve riguardare anche il fronte interno: «Il passato ci insegna che non dobbiamo puntare su progetti troppo ambiziosi, ma su una sistematica operazione di manutenzioni per la messa in sicurezza di strade, autostrade, ponti, scuole e ospedali. Progetti concreti, la cui utilità è apprezzata dai cittadini, che possono essere cantierabili in tempi ragionevoli. Questo permetterebbe di sostenere la domanda interna, ottenendo tassi di crescita maggiore attraverso leva degli investimenti. In questo quadro va valorizzato il partneriato pubblico-privato, come strumento per reperire risorse aggiuntive. Allo stesso modo bisogna lavorare per quel che riguarda le reti digitali che sono un fattore decisivo per la competitività».

Il tutto però nel rispetto dei vincoli di bilancio: «Non dobbiamo esporre la finanza pubblica a situazioni di precarietà, bisogna invece usare al meglio tutte le risorse già disponibili. Troppo spesso le delibere del Cipe che stanziano risorse rilevanti impiegano troppi anni per trasformarsi in opere realizzate, una situazione che non accade negli altri paesi europei. I ritardi di progettazioni e di realizzazione degli interventi già finanziati ci espongono al rischio di dover restituire i finanziamenti ottenuti dai fondi di coesione europea. Per questo lavoriamo alla creazione presso la presidenza del Consiglio di una cabina regia che monitori lo stato d'avanzamento ed eventuali difficoltà di realizzazione delle opere pubbliche».

Giorgetti mette nel mirino anche la Pubblica amministrazione: «Ci troviamo oggi a far fronte ai danni provocati dal prolungato blocco del turnover, avendo avuto una perdita di competenze importanti. Nella Pubblica amministrazione servono più economisti, ingegneri e informatici, la Pubblica amministrazione va tolta dalle mani di chi è esperto solo in materia legale».

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