Como , 12 settembre 2018   |  

Gli Alpini e la Madonna d'Europa: sessant'anni (e più) di devozione

di Donatella Salambat

Il 12 Settembre 1958, l'allora arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini benediceva, a 2.000 metri d'altezza su una cima dell'Alpe Motta a Campodolcino, una statua della Vergine in rame alta 13 metri lì trasportata, con perizia e fatica, dalle Penne Nere di Casatenovo.

Motta 8

La statua della Madonna d'Europa, a Motta di Campodolcino su una vetta a 2.000 metri d'altezza, il 12 Settembre 2018 compie 60 anni. Opera dello scultore Egidio Casagrande di Borgo Valsugana, la statua, alta 13 metri, fu scolpita in rame a Rovereto e successivamente trasportata a Casatenovo in Brianza presso un benefattore.

Del suo trasporto eccezionale, avvenuto nel Marzo 1957, s'incaricarono gli Alpini della locale sezione i quali provvidero anche ad issarla sul basamento predisposto sotto la direzione dell'architetto Piero Clerici di Como. Tenuto conto delle tecnologie dell'epoca il trasporto fu tutt'altro che agevole e ci vollero tutta la pazienza e la maestria degli Alpini se l'imponente struttura in rame potè essere collocata senza un graffio nell'impervio luogo da dove, però, tuttora domina l'intera valle Spluga.

A benedire l'imponente monumento fu l'allora arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini, che pronunciò un discorso profetico in cui sottolineò come solo sulle solide basi del cristianesimo si sarebbe potuta costruire l'Europa dei popoli.

La statua è ricoperta d'oro ed i raggi del sole, colpendola, la fanno risplendere rendendola visible da distanze anche lontane. Da quel lontano 1958 ad oggi, il luogo è divenuto meta di persone provenienti dall’Italia e da molti stati europei, primi fra tutti la Germania e la vicina Svizzera.

Ai piedi della statua della Madonna d'Europa, riposa, dal 1965, chi tanto si prodigò perché fosse realizzata e lì collocata: monsignor Luigi Re, morto all'età di 74 anni nella casa per ferie edificata a pochi passi dalla statua stessa.

La casa alpina, durante i suoi anni di vita, ha ospitato numerose personalità e tra queste l’arcivescovo di Milano, cardinale Carlo Maria Martini, che inaugurò la nuova cappella alla presenza di preti ortodossi e pastori evangelici e che divenne la sede del Centro Ecumenico Europeo per la pace.

Nostra Signora d'Europa in cima a quella vetta ha un alto valore simbolico: vuole ricordare ai cittadini Europei che le radici del Vecchio Continente sono cristiane. La statua della Madonna si erge in un'area di confine tra Italia e Svizzera dove l'acqua piovana, distribuendosi in cavità sotterranee, genera le sorgenti di una miriade di rivoli che da ruscelli e torrenti vanno ad alimentare vitali fiumi destinati a sfociare nel Mare Mediterraneo (Liro, Adda, Po), nel Mare del Nord (Reno) e nel Mar Nero (Inn, Danubio).

Quanto ai sessant'anni di ininterrotta devozione alla Madonna d'Europa, sia degli Alpini di Casatenovo, sia – aggiungiamo noi – di tutti gli Alpini d'Italia, era scritto da sempre, come recita la stessa Preghiera dell'Alpino: «E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti, tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli Alpini vivi ed in armi. Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni e ai nostri Gruppi. Così sia».

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