Como, 12 giugno 2019   |  

Grandine a Como e smottamenti in Valtellina

La Valtellina sta facendo i conti con piogge intense che stanno provocando frane e smottamenti, è partita la conta dei danni delle bombe di grandine che nelle ultime ore si sono abbattute su buona parte della regione, dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano a Varese, Lecco e Como

danni nel comasco

danni nella provincia comasca

In Valtellina le forti piogge stanno allagando campi e pascoli, ingrossando fiumi e torrenti. «Qui è un disastro - racconta Carlo Ratti, imprenditore agricolo di Gordona in Valchiavenna – Ci sono stati diversi smottamenti e piccole frane, che hanno invaso le carreggiate, rendendo difficile raggiungere i pascoli”, racconta Carlo Ratti, allevatore di Gordona in Valchiavenna - Intanto i campi si stanno riempiendo d’acqua. In valle i prati sono stati tutti colpiti – fa eco Massimo Involti, agricoltore di Tavano di Delebio (SO) – Il maggengo è messo male. La situazione è preoccupante, vediamo come si evolve».

Mentre la Valtellina sta facendo i conti con piogge intense che stanno provocando frane e smottamenti, è partita la conta dei danni delle bombe di grandine che nelle ultime ore si sono abbattute su buona parte della regione, dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano a Varese, Lecco e Como. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia che ha disegnato la prima mappa regionale della devastazione provincia per provincia, sottolineando come i chicchi di ghiaccio abbiano colpito frumento, mais, orzo e ortaggi, mentre negli alpeggi è andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli.

Nel Cremonese nelle ultime ore una violenta grandinata si è abbattuta sul territorio casalasco tra i comuni di Gussola, Torricella del Pizzo, Scandolara, Motta Baluffi, Cingia de’ Botti e Torre de’ Picenardi. I danni maggiori sulle coltivazioni prossime al raccolto come frumento, orzo e piselli. La tempesta ha spezzato anche le pianticelle di pomodoro e mais, le zucche e gli ortaggi in campo.

Nella Bergamasca, continua la Coldiretti Lombardia, la grandine ha colpito la Valle di Scalve, dove è andato distrutto il primo raccolto di fieno. Prati imbiancati nella zona di Schilpario, dove in questi giorni avrebbero dovuto pascolare le mucche che invece così non potranno trovare l’erba di cui cibarsi.

«Per noi allevatori - spiega Giovanni Giudici, allevatore di Vilminore di Scalve - è un danno gravissimo. Dovremo riprogrammare tutta la stagione e saremo costretti a comprare il foraggio per dare da mangiare ai nostri animali, con un forte aumento dei costi». Anche nella zona di Gazzaniga, in Valle Seriana, un forte vento ha spianato il frumento in campo e la violenta grandinata che è seguita lo ha distrutto. Problemi inoltre in Valle Imagna tra Fuipiano, Brumano, Rota d’Imagna e Sant’Omobono Terme, dove il primo taglio di foraggio che era pronto per essere raccolto è andato perso totalmente.

Danni si contano anche nel Bresciano: in Vallesabbia campi allagati e prati completamente distrutti. Grandine anche sulla zona di Brescia città e sul lago di Garda. In Vallecamonica, oltre all’erba medica, sono andati persi mirtilli e zucchine. A nord di Leno e di Ghedi colpito il mais.

Ortaggi in pieno campo, fiori e strutture danneggiati anche nelle province della Lombardia settentrionale: la grandine ha colpito l’arco alpino e prealpino, interessando le valli che collegano il Varesotto al Lecchese. «Stimiamo una perdita dell’80 per cento di piccoli frutti – spiega Chiara Canclini, produttrice agricola di Stazzona, in provincia di Como – Colpiti soprattutto lamponi, more e mirtilli». Meli, peri e peschi vittime del maltempo nelle valli che collegano il Verbano al Varesotto, con perdite ingenti.

Nel Lecchese, a Merate la grandinata violenta ha stirato l’erba, abbattendosi anche su orzo e frumento. “Raffiche di vento fortissime e chicchi molto grossi hanno centrato il fieno nei prati – conferma l’allevatore meratese Alessandro Mapelli - compromettendo gran parte del raccolto. Il bel tempo di inizio giugno aveva fatto ben sperare, ma questa grandinata ci conferma che non si può stare tranquilli”.

Secondo un monitoraggio della Coldiretti nazionale le ultime tempeste di ghiaccio e acqua hanno fatto salire di un metro nelle ultime 24 ore il livello del Po al Ponte della Becca a Pavia ed esondare il lago di Como. Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello Maggiore che secondo l’analisi della Coldiretti ha raggiunto un grado di riempimento al 111%, quello di Garda al 97% e quello di Como che è al 90% ha addirittura allagato una corsia del Lungolario.

La grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché provoca danni irreparabili alle coltivazione mandando in fumo un intero anno di lavoro. Dall’inizio del 2019 in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, più di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione chesi manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti.

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