Lugano , 15 maggio 2019   |  

Grasshoppers e Servette inferno e paradiso

di cristiano comelli

Le principali squadre del calcio elvetico, Grasshoppers e Servette, che quest'anno hanno avuto due destini differenti, retrocessi i primi dopo ben sessantasette anni di ininterrotta serie A, promossi in serie A i secondi

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Ventisette scudetti l’una, diciassette l’altra. Grasshoppers e Servette sono due senatrici del calcio elvetico. Quest’anno, però, le loro parabole sono state diversissime. Le cavallette di Zurigo, a tre giornate dalla conclusione del campionato di Super League (la serie A della Svizzera), sono retrocesse in quanto matematicamente all’ultimo posto con soli 24 punti.

I biancazzurri, che sono la squadra più titolata del panorama calcistico rossocrociato, scendono in Challenge League (equivalente della serie B italiana) dopo ben sessantasette anni di militanza consecutivi in massima serie. L’epilogo del campionato è stato peraltro spiacevole perché, sotto per 0-4 in casa del Lucerna, le cavallette non hanno potuto terminare la partita sospesa dal direttore di gara al 66’ a causa di intemperanze di alcuni facinorosi sedicenti sostenitori della compagine zurighese. Un episodio che la società ha immediatamente stigmatizzato.

Il Grassshoppers finirà per avere la partita persa a tavolino. Del tutto opposto il destino del Servette che si è assicurato la disputa del campionato di Super League con tre turni di anticipo rispetto alla fine del campionato. Il 3-1 casalingo ottenuto ai danni del Losanna gli consente infatti di toccare quota 70 punti e quindi di essere ormai imprendibile. I ginevrini vedono così un lieto fine per la loro rinascita cominciata nella stagione 2015-2016 quando militava in Promotion League (serie C svizzera) e riuscì a essere promosso in cadetteria.

Adesso la serie A per un ritorno di prestigio di una squadra che ha concorso con il Grasshoppers a disegnare larga parte della storia del calcio rossocrociato.

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