Lecco, 10 ottobre 2017   |  

I pendolari della Milano-Tirano non sono viaggiatori di serie B

La lettera di una studentessa, pendolare tra il capoluogo lombardo e la Valtellina, documenta l'ennesima odissea vissuta a causa di inefficienze di TreNord

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di questa nostra giovane lettrice che conferma quanto Valtellinanews ha denunciato ripetutamente, con rammarico, anche in passato. I vertici di TreNord non devono sentirsi assediati o presi di mira da campagne di stampa (nel nostro caso di web) ostili. La Lombardia è una regione che giustamente si ritiene, a pieno titolo appartenente all'Europa; e proprio per questo non può avere trasporti da Terzo mondo. Da troppo tempo la linea Milano-Tirano registra disguidi insopportabili. I pendolari sono viaggiatori verso i quali occorre un'attenzione almeno pari a quella dedicata a chi viaggia per turismo o per affari. I pendolari non sono viaggiatori di serie B (Alberto Comuzzi)

Gentile direttore, sono una studentessa universitaria “pendolare”, che tutti i giorni si vede costretta a utilizzare i treni che collegano Milano con la Valtellina e che, immancabilmente, deve mettere in conto ritardi e cancellazioni, ma quanto accaduto ieri sera è veramente inconcepibile e mi porta a sottolineare con decisione che TreNord tratta i propri passeggeri come bestiame e l’unico suo interesse è quello di incassare il biglietto pieno senza erogare l’adeguato servizio.

Ieri sera è stato cancellato il treno delle 18.20 con la scusa che c’erano problemi sulla linea; situazione analoga è accaduta nel fine settimana passato. Poi, dopo poco è stato annunciato il treno delle 19.20 su un binario e, mentre la gente correva verso il convoglio è stata annunciata la partenza da un altro binario, con conseguente inversione di marcia e il rischio che qualcuno, anziani soprattutto, venisse schiacciato dalla massa.

Poco dopo ennesimo colpo di scena; il treno delle 19.20 aveva 100 minuti di ritardo!! Ho visto tante persone anziane disperarsi, tanti pendolari arrabbiarsi e TreNord? Indifferenza totale. Zero informazioni. Abbandono assoluto.

Presa dal timore di non riuscire a rincasare, in quanto il servizio pullman sostitutivo non esiste neanche lontanamente nei pensieri di TreNord, ho dovuto spostarmi in stazione di Porta Garibaldi per poter salire sul treno per Lecco chiedendo l’intervento provvidenziale dei miei familiari che si son dovuti sobbarcare il viaggio per riportarmi a casa.

Tutto questo disservizio, oramai cronico, è solo una grande ingiustizia e, soprattutto, una grande presa in giro nei confronti degli utenti della tratta Milano-Sondrio.
Oltre a treni vetusti prossimi alla rottamazione, freddi d’inverno e caldi d’estate, oltre a ritardi, a cancellazioni, a disservizi vari quali la mancanza di sicurezza sui convogli, c’è anche la ciliegina sulla torta.

TreNord, nella persona del suo amministratore delegato, Cinzia Farisè, ha preso in giro anche la massima autorità della Provincia di Sondrio, il Prefetto Giuseppe Mario Scalia, che, sollecitato dai suoi concittadini valtellinesi e valchiavennaschi, in data 24 gennaio 2017 aveva scritto la seguente lettera:

Lettera del Prefetto

«Com’è noto, ad aggravare i già preesistenti disguidi sul versante del trasporto ferroviario, Le rendo noto che, da vari articoli di stampa e della televisione locale, ho appreso che, in quest’ultimo periodo, erano stati cancellati quattro treni e solamente due, con grave ritardo, erano stati sostituiti con il servizio pullman. Negli articoli si evidenziano i guasti alla stazione Centrale di Milano, i quali avevano creato una serie di disagi per i cittadini che devono recarsi giornalmente al lavoro o a scuola e che nelle ultime settimane il treno in partenza da Sondrio e diretto a Tirano alle 6,41 del mattino, era rimasto fermo sui binari senza attivare alcun servizio sostitutivo con autobus. Diverse mamme hanno fatto sapere che i loro figli sono stati lasciati al freddo... Naturalmente, con amarezza non comprendo per quale motivo, a fronte degli innumerevoli guasti, soppressione o ritardi nelle corse, come la Sua struttura non abbia garantito, in tempi rapidi, un servizio di autobus sostitutivo, per assicurare, il trasporto pubblico. Le sarei grato, quindi, a voler fornire cortesemente dettagliate notizie su quanto rappresentato e di voler comunicare quali iniziative intenda adottare per la salvaguardia di quei cittadini che ogni giorno usufruiscono del trasporto pubblico ferroviario e che hanno il diritto sacrosanto di non essere oggetto di gravi disagi. Auspico con fermezza che ciò non si ripeti perchè ho molta fiducia nella Sua autorevolezza e sensibilità. Spero di incontrarLa, per una gradita conoscenza». Sondrio, 24 gennaio 2017.

Risultato? La sig.a Farisè ha scritto e incontrato il Prefetto di Sondrio a fine gennaio 2017 e lo ha investito con una serie di parole, di dati, di percentuali, di numeri solo per gettargli fumo negli occhi, per prenderlo in giro, così come fa TreNord con i propri passeggeri.

Perché la sig.a Farisè non sale una volta sul carro bestiame che da Sondrio parte per Milano, e viceversa? Perché le autorità non prendono provvedimenti quando, quasi sempre, ci sono persone stipate , in piedi, nelle carrozze con conseguente mancanza di sicurezza? Poi cosa dire della pulizia? Perché non far intervenire le Agenzie di tutela della salute (ex ASL) così da bloccare i treni una volta per tutte?

Gentile sig.a Farisè, referente di TreNord, siamo al degrado totale ma, soprattutto, siamo allo sfascio etico!!

Quando una società non si prende a cuore il proprio cittadino e lo tratta come un numero o, peggio ancora, come un emerito nulla vuol dire che siamo arrivati a toccare il fondo del barile.

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