Como , 25 marzo 2021   |  

Confcommercio: il futuro non (si) chiude

La campagna nazionale di Confcommercio a sostegno delle imprese

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Partita, mercoledì 24 Marzo,  la campagna di Confcommercio "Il futuro non (si) chiude". La campagna sarà veicolata sui canali social di Confcommercio - con l'hashtag #ConfcommercioCè.

“Una grande iniziativa nazionale - ha dichiarato il Direttore di Confcommercio Como Graziano Monetti - con un duplice obiettivo di richiamare l'attenzione sulla drammatica situazione che stanno vivendo gli imprenditori dei settori più colpiti dalla pandemia e lanciare un messaggio forte sulla voglia di ripartire: consentire alle imprese, la cui attività è ancora ferma o drasticamente ridotta dalle restrizioni, di poter riaprire - laddove possibile - in sicurezza ed evitare così la chiusura definitiva e la perdita di posti di lavoro”.

Ad accompagnare visivamente lo slogan "Il Futuro non (si) chiude" saranno un video (visibile qui) e scatti fotografici d'autore dal forte impatto emotivo che mostrano, nel modo più realistico possibile, gli effetti della pandemia soprattutto nel commercio, nel turismo e nella cultura.

Nel 2020, infatti, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, sono andati persi 160 miliardi di euro di Pil e quasi 130 miliardi di consumi e sono sparite dal mercato circa 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia, e 200mila attività professionali. Tra i settori più colpiti, la ristorazione con perdite di fatturato pari a 38 miliardi, la filiera del turismo con una perdita di valore della produzione di 100 miliardi (oltre 13 miliardi di fatturato in meno solo nel comparto ricettivo), il settore abbigliamento e calzature con 20 miliardi di consumi in meno.

“Il terziario è un settore strategico per numeri, imprese e lavoratori coinvolti – evidenzia il Presidente di Confcommercio Como Giovanni Ciceri - E le sue imprese costituiscono anche la centralità quotidiana di tutti noi, perché, più di tutti, impattano sulla vita delle persone, nei tempi e nei luoghi delle nostre città. Dunque, partire dal terziario per far ripartire il Paese. Non è uno slogan, ma il semplice riconoscimento del ruolo essenziale che questo settore riveste nella vita economica e sociale del Paese”.

Il "cuore" di questa iniziativa - oltre alle immagini - è un documento di proposte che rappresenta il contributo di Confcommercio per la definizione di un possibile piano di riforme e investimenti che utilizzi al meglio il PNRR.

Le proposte sono sintetizzabili in undici punti:
1. Riforma fiscale: serve un riordino del sistema fiscale in un’ottica di progressiva riduzione della pressione complessiva, insieme ad una azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione ed un’efficace web tax che ripristini parità di regole nel mercato.
2. Accesso al credito: prorogare la moratoria dei debiti bancari oltre il 30 giugno 2021, prevedendo scadenze ancora maggiori per i settori più colpiti come il turismo, escludendo contestualmente un peggioramento del rating delle imprese.
3. Semplificazioni: procedure più snelle e più semplici e adempimenti meno onerosi sono fondamentali per agevolare l’attività delle imprese e attivare investimenti pubblici e privati.
4. Innovazione e digitalizzazione: serve un patto di sistema per rilanciare il Paese attraverso gli investimenti nel digitale; decontribuzione per le assunzioni in R&S, costruzione di una compiuta rete dell’innovazione tra Istituzioni, territori e Associazioni. Il digitale per migliorare il rapporto tra P.A. e imprese.
5. Turismo e cultura: serve un progetto per il rilancio di questi comparti con dotazioni adeguate per favorire digitalizzazione, riqualificazione e nuove competenze nella filiera turistica e una strategia moderna e integrata per sviluppare le potenzialità delle attività culturali.
6. Rivoluzione verde e transizione ecologica: incentivi e tempistiche certe che permettano alle imprese di adeguarsi senza penalizzazioni economiche e gestionali. Includere negli incentivi all’efficientamento energetico imprese e professionisti.
7. Infrastrutture per una mobilità sostenibile: serve il pieno riconoscimento del valore dell’accessibilità territoriale per lo sviluppo del Paese ed occorre incentivare il rinnovo sostenibile dei mezzi di trasporto – dalle navi ai veicoli per il trasporto merci – per una maggiore competitività.
8. Città e terziario di mercato: progettare una rigenerazione urbana ed economica, con dotazioni adeguate e continuative nel tempo, per rafforzare le reti urbane dei negozi, contrastare la desertificazione commerciale e creare un ambiente attrattivo per le imprese del terziario di mercato. Occorre, inoltre, salvaguardare il modello italiano di pluralismo distributivo di fronte alle sfide della multicanalità e del rapporto con territori e città.
9. Salute: serve una stretta cooperazione tra tutti gli attori del sistema salute per l’ammodernamento del nostro Sistema Sanitario Nazionale che tenga anche conto dell’invecchiamento della popolazione.
10. Il lavoro autonomo professionale: serve un approccio più equo ed inclusivo a questo segmento del mercato del lavoro fatto di digitalizzazione, innovazione e ammortizzatori sociali.
11. Giovani e donne: occorrono misure che sostengano maggiormente l’imprenditoria giovanile e femminile e interventi per ridurre il gap generazionale e di genere, a partire dalla formazione.

A tutti gli Associati è stata distribuita una locandina che verrà esposta all’interno delle attività

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