Como, 11 gennaio 2017   |  

Il vaccino è il peggior nemico della meningite

di Donatella Salambat

Nonostante il dibattito sull'utilità dei vaccini sia rovente è un dato di fatto che i bambini immunizzati sono meno esposti a talune malattie.

Meninge

In questi ultimi mesi i media hanno diffuso notizie in qualche caso allarmanti sui casi di meningite verificatisi in Italia. Ma che cosa è la meningite? E' un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica (o causata da funghi). La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune e di solito non ha conseguenze gravi poiché si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma e più seria perché può avere conseguenze letali.


La meningite è curabile attraverso una profilassi antibiotica anche per coloro che hanno avuto stretti contatti con chi è rimasto da essa colpito. Il contagio può avvenire per contatto diretto con una persona con malattia conclamata ma anche ad opera di un portatore sano. Ad esempio tra conviventi considerando anche l'ambiente di studio o di lavoro (stessa classe o stessa stanza), chi ha dormito o mangiato nella stessa casa del malato, le persone che nei sette giorni precedenti l'esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli), i medici che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente.


La sorveglianza è importante per identificare i potenziali malati che presentano febbre alta, rigidità nucale, stato confusionale, emicrania, chiazze cutanee, fotofobia. In base a questi sintomi la sorveglianza è prevista per 10 giorni. Il periodo di incubazione è generalmente da 2 a 10 giorni. Inoltre, bisogna considerare che il meningococco, l'agente che provoca la malattia, può causare “sepsi meningococcica” vale a dire un quadro clinico molto severo per la presenza del meningococco nel sangue con febbre alta, ipotensione, petecchie, insufficienza da parte di uno o più organi fino anche ad un esito letale. La “sepsi meningococcica” può presentarsi da sola o coesistere con le manifestazioni cliniche della meningite. La sorveglianza è coordinata dall’Istituto superiore di sanità ed è estesa a tutto il territorio nazionale.


La forma di meningite più frequente è dovuta al batterio “Neisseria Meningitidis” ed è la causa più importante di meningite batterica nel bambino assieme all'infezione da Pneumococco e da Haemophilus. L’uomo è il solo ospite della Neisseria Meningitidis. La trasmissione avviene per via aerea attraverso colpi di tosse o starnuti per l'emissione “di goccioline respiratorie”. Per contrastare questa subdola malattia esistono due tipi di vaccino: “Vaccino coniugato contro il Meningococco di gruppo C” e Vaccino tetravalente polisaccaridico non coniugato.

Il vaccino viene coniugato con una proteina vettrice per assicurare una adeguata risposta del sistema immunitario anche nei bambini al di sotto dei due anni. La vaccinazione viene effettuata per via intramuscolare da 2 a 12 mesi di età e necessita di un richiamo dopo i 12 mesi. Nel caso invece non venga eseguita nel primo anno di vita è sufficiente un solo trattamento senza richiamo. La vaccinazione è praticata gratuitamente, a richiesta, nella fascia di età 3 mesi - 18 anni. La principale controindicazione è aver avuto gravi reazioni allergiche contro il vaccino o verso qualcuno dei suoi componenti.


I numeri parlano chiaro: i casi di meningite sono stati 164 nel 2014, 196 nel 2015 e 191 nel 2016. Nessun incremento, dunque, anzi. Per il solo meningococco C, si contano 36 casi nel 2014, 63 nel 2015 e 67 nell'anno appena trascorso. I circa 30 casi in più degli ultimi due anni sono interamente dovuto al 'cluster' epidemico in Toscana, dove i casi erano appena 2 nel 2014 e sono schizzati a 30 e a 31 nel 2015 e nel 2016. Nelle altre regioni i numeri sono invariati se non addirittura in calo.


Ciò che deve destare preoccupazione al di là dei casi di meningite è il continuo calo alle vaccinazioni anche per le malattie più comuni. In questi ultimi mesi, con l'apparire di notizie su casi di meningite, l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'Istituto Superiore della Sanità, il Ministero della Salute così come la Regione Lombardia, insistono sull'importanza della campagna a favore delle vaccinazioni poiché hanno assistito ad un notevole calo delle vaccinazioni soprattutto in età pediatrica.


In Italia sottovalutiamo l'importanza dei vaccini soprattutto per le malattie che riteniamo poco importanti e forse per ignoranza crediamo non pericolose. Il non vaccinarsi significa andare incontro ad una serie di rischi sia per i bambini ma anche per gli adulti. Un esempio, nel 2000 il morbillo era stato praticamente debellato con l'introduzione del vaccino trivalente contro morbillo, rosolia e parotite, ma con la diminuzione delle vaccinazioni i casi di morbillo sono notevolmente aumentati.


Per questo vaccinarsi è importante al di là delle numerose campagne di vaccinazioni che ogni ente effettua ogni anno. Il vaccino non è un opinione, è l'unico modo che abbiamo per difenderci da malattie infettive e nel peggiore dei casi dalla morte. Le vaccinazioni sono utili ed efficaci perché possono proteggerci dalle infezioni o ridurre la gravità della malattia; sono una luce per il presente e assicurano il futuro nostro e dei nostri figli.

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