Erba , 04 febbraio 2019   |  

In ricordo di padre Aristide a Erba

Nel 22° anniversario della morte del Vescovo missionario, nella Prepositura di Santa Maria Nascente il concerto dell’orchestra dell'Accademia Europea di Musica con i Cori San Nicola di Cernobbio e CDQ. Il saluto del sindaco Veronica Airoldi e la celebrazione eucaristica in suffragio presieduta da monsignor Angelo Pirovano

1 I saluti iniziali

Musica, ricordo e preghiera, questi i contenuti dell’evento in memoria di monsignor Aristide Pirovano nel 22mo anniversario della scomparsa (3 febbraio 1997), promosso dall’Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano in collaborazione con la Comunità pastorale Sant’Eufemia e con il patrocinio della Città di Erba, svoltosi oggi pomeriggio nella Prepositura erbese di Santa Maria Nascente.

Domenica  pomeriggio 3 Febbraio è stato introdotto da Mauro Colombo, vicepresidente degli “Amici”, che ha portato il saluto dell’Associazione a nome della presidente Enrica Sangiorgio e del presidente onorario Luigi Farina (la Presidente ha poi partecipato alla Messa). Ricordando Carlo Castagna - grande amico di padre Aristide e generoso sostenitore dell’Associazione, scomparso lo scorso anno -, Colombo ha anche espresso la solidarietà degli “Amici” ai figli Pietro e Beppe, vittime in questi mesi di una autentica «persecuzione mediatica».

Nel suo benvenuto monsignor Angelo Pirovano, Prevosto e responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia, ha evidenziato: «Questo nostro ritrovarci non è un atto puramente tradizionale, ma manifesta il nostro affetto e il nostro ricordo per un concittadino che ha onorato Erba e per un Vescovo che ha servito il suo Istituto missionario (il Pime, ndr) e tutta la Chiesa, portando conforto e vicinanza ai poveri e ai sofferenti»

Dal canto suo Veronica Airoldi, Sindaco di Erba, presente con un’ampia rappresentanza dell’Amministrazione comunale (gli assessori Nava e Vanetti, i consiglieri Cavalleri, Muscari e Proserpio), ha sottolineato: «In un’epoca caratterizzata da molti modelli negativi, padre Aristide, con il suo sorriso e la sua semplicità, rappresenta un esempio positivo e rassicurante. La sua figura continua a essere un punto di riferimento, ci deve accompagnare come una scintilla di infinito».

Il concerto

La prima parte del pomeriggio è stata dedicata all’Elevazione spirituale in musica che ha visto protagonisti l’Orchestra dell’Accademia Europea di Musica (direttore artistico Stefan Coles) e i Cori San Nicola di Cernobbio e CDQ (direttore Giuseppe Califano), introdotti e presentati da Rosanna Pirovano, consigliere degli “Amici” e legata da una lunga amicizia a padre Aristide.

Accompagnati all’organo da Stefano Gorla e da alcuni archi, i Cori (voci soliste Claudia Bruno, Piergiorgio Carnini, Sara Dawalibi, Gabriella Ieronimo, Sofia Mancuso, Valentina Molteni, Federica Passoni e Fabio Tridapalli; soprano Ilaria Taroni; baritono Paolo Capelli) hanno eseguito un programma molto articolato, passando dal romanticismo di Elgar alla musica sacra di Marcello, Haydn, Bach, Rossini e Verdi, dalle armonie di Poulenc agli inni di Mendelssohn, dalla lirica di Mascagni alle composizioni contemporanee di Frisina e Sara Dawalibi. Brani eseguiti con raffinatezza e intensità, ascoltati con attenzione e salutati da convinti applausi da parte del folto pubblico presente in chiesa. Particolarmente apprezzata l’interpretazione di Preferisco il Paradiso di Frisina, che ha concluso (con bis) il concerto.

A causa di un’epidemia influenzale che ha colpito i giovanissimi allievi, non è stato invece possibile procedere al “fuori programma” che avrebbe visto protagonista il Piccolo Coro dell’Istituto San Vincenzo di Erba, diretto da Matteo Sugan, nell’esecuzione di O mia bela Madunina di Giovanni D’Anzi. Un appuntamento rinviato a una prossima occasione.

In una pausa del concerto - durante la quale sono state raccolte offerte a favore della missione brasiliana di Marituba - ha preso la parola fratel Gedovar Nazzari, Economo generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza – Opera Don Calabria, già stretto collaboratore di padre Aristide a Marituba e poi suo successore alla guida della missione, oggi gestita dall’Opera (rappresentata all’evento anche da fratel Aires Paesi e da Paola Lucchi). Fratel Gedovar ha ricordato alcuni episodi della lunga permanenza di padre Aristide a Marituba, dove il suo ricordo è ancora vivissimo, e ha ringraziato calorosamente gli erbesi per il sostegno che, attraverso gli “Amici”, garantiscano alle attività della missione.

Al concerto ha fatto seguito la celebrazione eucaristica in suffragio di padre Aristide, presieduta da monsignor Angelo Pirovano, e concelebrata da padre Raffaele Finardi. Nell’omelia il Prevosto ha letto “in parallelo” il brano evangelico in cui Gesù cammina sulle acque per soccorrere i suoi discepoli alla mercé della tempesta e stralci di alcune lettere che padre Aristide scrisse da Marituba: «La vita di monsignor Pirovano è stata un incalzare di momenti», nei quali «la diffusione del Vangelo, l’impegno missionario, l’amore per i piccoli sono stati un riferimento sicuro, una linea costante nel suo cammino incontro al Signore». Non tutto è stato facile, ma lui «ha saputo trovare un sicuro orientamento nella certezza della presenza del Signore», tanto da scrivere: «Sentiamo il peso della vita, ma crediamo e ci fidiamo del Signore». Dal suo esempio due elementi si evidenziano con forza: «il coraggio» manifestato in molte circostanze difficili della sua vita, che gli veniva dalla assoluta fiducia nella Provvidenza, e «la fede». «Come può un uomo di Dio animare e sostenere una realtà come quella di Marituba se non ha la certezza della presenza del Signore? È impossibile», ha puntualizzato don Angelo, che poi ha concluso con un’ulteriore citazione di padre Aristide, risalente al 1979: «Io sono felice qui (a Marituba, ndr) dove ho scelto di vivere, e da oggi lo sono ancora di più, perché so che molti sono con me e partecipano al mio lavoro di sacerdote con la simpatia, l’affetto, l’aiuto e la preghiera».

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