Ludiano (Canton Ticino), 11 aprile 2018   |  

Inaugurazione Chiesa di S.Secondo a Ludiano Canton Ticino

Domenica 15 aprile 2018 Festa di S. Secondo patrono di Ludiano avverrà la riapertura della chiesa parrocchiale dopo il restauro interno iniziato nella primavera del 2016.

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La cerimonia, domenica 15 Aprile, avrà inizio alle ore 10.00 S. Messa con dedicazione del nuovo altare presieduta da Monsignor Vescovo Valerio Lazzeri, sarà presente il presidente del consiglio di Stato On. Claudio Zali.

La chiesa è dedicata a san Secondo (soldato romano martire del secondo secolo e patrono di Asti) la chiesa parrocchiale di Ludiano. Di essa esiste una ricca documentazione storica nell’archivio parrocchiale ben ordinato da Don Giuseppe Gallizia originario di Ludiano e per molti anni archivista della Diocesi.

Il Consiglio parrocchiale a fronte di un degrado in particolare all’interno della chiesa decide di affrontare un restauro dell’edificio e dopo alcuni contatti preliminari con l’Ufficio dei beni culturali, decide di affidare l’incarico per una fase preliminare conoscitiva all’architetto Gabriele Geronzi che si rea occupato qualche anno prima di un intervento analogo alla vicina chiesa di S.Maria Assunta di Semione. Il progetto Elaborato con la collaborazione del restauratore Andrea Meregalli viene presentato e approvato nel 2014. Una prima fase di lavoro viene svolta nell’estate del 2015 per risanare la parte bassa all’esterno dell’edificio: canalizzazioni e intonaci.

Nel febbraio del 2016 di montano i ponteggi interni e iniziano gli interventi sull’apparato decorativo interno svolti dalla CGB Restauri di Bellinzona, dopo i primi sondaggi si decide con l’UBC di privilegiare il recupero della decorazione novecentesca eseguita da Pio Renzoni e di abbandonare la prima ipotesi che intravvedeva la possibilità di rimettere in luce il tinteggio settecentesco. La scelta nell’avanzare dei lavori si dimostra pagante perché nella rimozione del tinteggio monocromo emerge sempre più evidente la possibilità di restituire un carattere unitario alle superfici interne.

Due importanti elementi erano andati persi nell’intervento di metà novecento: la decorazione policroma dell’abside e la scritta che percorre tutto il fregio perimetrale con i versetti del salmo 83 (desiderio del Tempio del Signore), anche qui la storia è venuta in soccorso agli operatori con il ritrovamento presso l’archivio federale di tre immagini scattate dal fotografo Zinggeler nel 1935 che illustrano perfettamente gli elementi della decorazione e dai resti della stessa che ne documentano i colori. Il recupero della ricca decorazione eseguito dalla CGB restauri di Bellinzona ha richiesto quasi due anni di lavoro e numerosi incontri di cantiere per stabilire in ogni dettaglio sia le cromie come le dorature questo prezioso lavoro è stato sapientemente accompagnato sia dall’Architetto Miriam Filipponi e dalla dottoressa Lara Calderari dell’UBC sia dal consulente Andrea Meregalli, e si collega ad altre operazioni analoghe svolte di recente che hanno rivalutato l’opera dei decoratori novecenteschi nei restauri della Cattedrale di Lugano, e in altre chiese: Torricella, San Bartolomeo di Vogorno, Rossura. Accanto al restauro pittorico si sono eseguiti altri restauri: Gli arredi lignei come i confessionali e gli stalli del presbiterio, i serramenti conservati in tutte le loro caratteristiche, il pavimento di cementine esagonali policrome rifatto sul modello originale completamente degradato, le predelle e i banchi della navata. Tutti gli elementi lapidei altari e balaustre sono stati oggetto di restauro e manutenzione.

A conclusione dei lavori vengono ora posati in opera i nuovi arredi sacri: altare e ambone, scolpiti nel marmo “giallo reale”, lo stesso utilizzato dallo scultore Tita Ratti in un bassorilievo presente nella vicina edicola mortuaria dove riposa Don Giuseppe Gallizia. Le cromie di questa pietra oltre ad integrarsi con l’altare antico retrostante, fanno riferimento alla pietra di Gerusalemme del Santo Sepolcro, legandosi alla tematica dell’ascesa alla città Santa espressa nel salmo 83 e anche dal monumentale scalone d’accesso alla chiesa.

Il modellato dei due fuochi liturgici stilizza nelle sue forme l’andamento della roccia viva che in molti luoghi santi esprime l’autenticità degli eventi svolti su di essa. Sono stati rifatti completamente gli impianti approfittando dei vantaggi delle attuali tecnologie: l’illuminazione con diodi luminosi di intensità regolabile a seconda delle necessità liturgiche, l’impianto acustico ed il riscaldamento infrarosso radiante posto sotto i banchi.

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