Como, 04 febbraio 2020   |  

La musica comasca alla 70° edizione del Festival di San Remo

di Donatella Salambat

Filadelfo Castro, è arrangiatore e produttore di “Niente Resilienza 74” il brano che Rita Pavone interpreterà sul palco dell'Ariston dopo 48 anni di assenza dal Festival di San Remo.

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da sinistra Giorgio Merk, Rita Pavone, Claudio Cecchetto e Filadelfo Castro

“Niente. Resilienza 74” è il brano arrangiato e prodotto da Filadelfo Castro, musicista comasco, scritto da Giorgio Merk figlio della cantante Rita Pavone, un' icona della musica italiana che ritornerà sul palco dell’Ariston dopo 48 anni di assenza.

Filadelfo nasce a Como 43 anni fa, si diploma al liceo scientifico Paolo Giovio ed in seguito si iscrive all’Università Insubria di Como laureandosi in Giurisprudenza, anche se la vera passione di Filadelfo è la musica.

All’età di otto anni sente il suono della chitarra durante una lezione di musica a scuola e ne rimane incantato.

Inizia gli studi di chitarra classica con il maestro Guido Fichtner e prosegue poi con la chitarra moderna frequentando stage e corsi in giro per l’Italia e nel mondo con musicisti di fama internazionale diplomandosi, infine, da privatista al Conservatorio.

Fare il musicista per Filadelfo è passione, amore e forza a cui ha dedicato molto studio. Ricorda che per quindici anni ha studiato e provato pezzi fino a otto ore al giorno. La musica è una disciplina che richiede allenamento e grande dedizione. Filadelfo ascolta e studia musica perché lo emoziona e lo fa sentire vivo. Infatti, negli anni della gavetta, quando girava per i locali e partecipava agli spettacoli serali, studiava all’Università dell’Insubria per laurearsi in Giurisprudenza e come da sua ammissione «lo studio, per lui, era un hobby che nella vita da musicista lo ha aiutato, perché ha approfondito il ramo del diritto d’autore».

Filadelfo ha uno studio di registrazione a Como dove lavora come compositore, arrangiatore, chitarrista ed autore per brani che realizza per la Rai o per il cinema. È un luogo dove si immerge nel suo mondo e può riflettere sulle sue sensazioni riuscendo a creare pezzi musicali davvero belli e perfetti.

Inoltre, ha lavorato per artisti di fama internazionale come i Pooh, Max Pezzali, Dodi Battaglia e Claudio Cecchetto.

È per merito di quest’ultimo che si deve l’incontro con Rita Pavone ed il figlio Giorgio e quindi la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2020.

Filadelfo non ha solo prodotto e arrangiato il pezzo, ma dirigerà l’orchestra che eseguirà il brano alla 70^ edizione della manifestazione canora più seguita, che si svolgerà dal 4 all’8 Febbraio al Teatro Ariston e trasmessa in diretta su Rai 1.

Il brano “Niente.Resilienza 74” esprime la capacità di resistere agli urti della vita, prendere colpi, incassare, cadere e la capacità di rialzarsi e guardare sempre avanti. Il numero 74 è riferito all’anno di nascita dell’autore del brano Giorgio Merk, il figlio di Rita e di Teddy Reno. Filadelfo afferma si tratta di un pezzo grintoso, un po' rock e pieno di grande energia.

Inoltre, Rita Pavone la sera del 6 Febbraio duetterà con il cantante Amedeo Minghi su un pezzo dal titolo “1950” sempre arrangiato dal musicista comasco nella serata dedicata alle Cover.

Questa edizione del Festival di Sanremo 2020 vedrà sul palco dell’Ariston non solo il ritorno di un icona della musica italiana Rita Pavone, che tutti ricorderanno con l’appellativo “Pel di carota”, la quale partecipò al festival di Sanremo nel 1969 con la canzone Zucchero, ma sarà l’occasione per un talento musicale comasco salire alla ribalta della cronaca nazionale.

L’esperienza del Festival per Filadelfo sarà indimenticabile non solo perché è un' occasione di calcare un palco dove sono passati tantissimi cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana, ma anche per i momenti intensi di emozione che ha vissuto nel corso delle prove e tra questi ricorda quando Rita Pavone è apparsa sul palco per le prove e l’orchestra si è alzata per dedicarle una standing-ovation.

La kermesse italiana della musica ogni anno è attorniata da polemiche, discussioni, critiche. Quest'anno ha oggettivamente stupito l'ammissione alla Kermesse canora di Junior Cally, un cantante che ha prodotto testi truculenti, di pessimo gusto e violentissimi contro le donne. Ma tant'è.

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