Como, 16 giugno 2017   |  

L’Attila delle piante alle porte di Milano

"Zone di trincea" in 151 Comuni lombardi

Popillia japonica lotta

Non si ferma l’avanzata della Popillia japonica in Lombardia: tra zone infestate e aree cuscinetto, salgono a 151 i Comuni coinvolti nella lotta contro questo coleottero giapponese che ora minaccia la città di Milano. Tra i territori in cui si applicano le misure fitosanitarie di contenimento  in base agli ultimi dati Ersaf – si sono recentemente aggiunti anche quelli di Rho e Settimo Milanese, a pochi chilometri dal capoluogo lombardo.

La Popillia, spiega la Coldiretti regionale, è uno dei parassiti più pericolosi che siano arrivati di recente sui nostri territori: il primo ritrovamento risale all’estate del 2014 nella zona di Turbigo, in provincia di Milano. È in grado di colpire tutte le specie vegetali: dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti. I rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite e la soia. Chi l’ha incontrata, se la ricorda bene: “Le sono bastati 3 giorni per radermi al suolo oltre 32 mila metri quadri di erba medica – racconta Matteo Borra, 40 anni, agricoltore di Busto Arsizio (VA) – E’ successo un paio di anni fa: appena spuntata l'erba, ho visto i coleotteri. Erano ovunque, non ho fatto in tempo a prendere provvedimenti che mi avevano completamente devastato il campo per poi sparire nel nulla”.

Attualmente  i Comuni in cui è presente questo insetto sono saliti a 37, contro i 5 registrati nel marzo 2015. Quelli che invece rientrano nella cosiddetta zona cuscinetto, che è confinante con quella infestata e nella quale vengono applicate per precauzione le misure di contenimento, sono 114. In totale, quindi, i Comuni coinvolti nella battaglia all’attila delle piante sono 151, concentrati soprattutto in provincia di Varese (88) e in provincia di Milano (53). Seguono poi la provincia di Pavia (7) e quella di Como (3).

Per contrastare l’avanzata del coleottero – spiega ancora la Coldiretti – il servizio fitosanitario regionale prosegue con il monitoraggio, le operazioni fitosanitarie e la cattura massale attraverso oltre 3 mila trappole. “Purtroppo, commenta Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia, negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di specie straniere che si diffondono nei nostri territori perché non hanno antagonisti naturali che invece trovano nei loro paesi d’origine. Di fronte a questo fenomeno sono quindi strategiche la prevenzione, le segnalazioni da parte degli agricoltori e l’intervento tempestivo da parte dei servizi fitosanitari”.

La Popillia  è solo l’ultimo degli alieni che minacciano la biodiversità della Lombardia, che può contare su un tesoro di oltre 20 mila specie animali e vegetali. Nella “top ten” degli invasori più pericolosi, infatti, oltre alla Popillia japonica figurano: tarlo asiatico, vespa del castagno, pesce siluro, testuggine dalle orecchie rosse, scoiattolo grigio nordamericano, gambero della Louisiana, minilepre, diabrotica e nutria.

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