09 ottobre 2016   |  

Le pagelle di Germani Brescia-Red October Cantù

di Pietro Fossati

Palle perse, per percentuali da fuori e rotazioni corte le principali chiavi di lettura; Johnson il migliore.

johnson.jpg

Le rotazioni corte e il 13% al tiro da fuori sono le principali chiavi di lettura della sconfitta canturina a Brescia, ma non le uniche. Sul parquet di Montichiari è andata in scena una partita completamente diversa rispetto all'esordio contro Venezia, tanto che ai 92 punti segnati hanno fanno da contraltare i soli 56 della trasferta lombarda. Sicuramente ha pesato l'assenza di un playmaker e mezzo, con Laganà fuori in extremis, in un momento della stagione in cui gli allenatori cercano certezze. Certezze ulteriormente risicate dai soli 11 minuti sul parquet di Lawall, limitato dai falli, tanto che non è un caso che il migliore in campo sia stato Johnson, lungo atipico per definizione. Nel complesso, Cantù ha sprecato troppi palloni (20) e , oltre ad aver tirato male, ha abusato delle conclusioni da fuori (24), attaccando poco il ferro in penetrazione e conquistando solamente 6 viaggi in lunetta. Con ogni probabilità, però, coach Kurtinaitis riprenderà il lavoro dalla difesa, perché solo da qualche recupero in più si possono trovare ossigeno, fiducia e transizioni per attaccare meglio, anche se le rotazioni corte non aiutano.

PAGELLE

Barabapé n.e.
Parrillo 6: cuore, difesa e coraggio non mancano e fruttano 5 punti e il "solo" -2 di plus/minus, anche se il 2/7 al tiro e le 4 perse sono figli di responsabilità che in condizioni normali non dovrebbero toccare a lui.
Laganà n.e.
Pilepic 5,5: una mezzora da 5 punti, 33% al tiro, una bozza di aiuto in regia ma anche tanta sofferenza (5 falli) contro la fisicità degli esterni avversari.
Callahan 5: il voto corrisponde alla razione di punti e rimbalzi, ma è figlio di un 1/8 al tiro che non rende giustizia alle sue qualità balistiche.
Kariniauskas 5,5: 5 punti, un paio di recuperi e una sola palla persa sono sitomo di una serata in cui sicuramente tiene bene il campo, tipico dei giocatori della sua scuola cestistica, anche se il "compitino" non può bastare quando ti capita di essere l'unico play della squadra.
Travis 6: il talento c'è, e non si discute, tanto che bastano un paio di lampi per mettere insieme 6 assist, 4 punti, e l'ultimo disperato tentativo di rimonta.
Quaglia n.e.
Johnson 7,5: "doppia doppia" da 19+12, ancora più significativa in un contesto in cui non ha molte possibilità di correre il campo e deve sgomitare tutta sera sotto le plance.
Lawall 6: si salva per i 10 punti in altrettanti minuti, anche se complica la vita alla squadra con un terzo fallo inutile che, nel secondo quarto, lo toglie per diversi minuti dalla gara.

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Novembre 1889 il primo Juke box entra in funzione nel Palais Royale Saloon di San Francisco

Social

newFB newTwitter