Como, 21 novembre 2020   |  

Como, stop ad abeti e stelle di Natale gravi danni alla floricoltura lariana

Interpretazione errata del Dpcm causa la chiusura di garden e fioristi in diverse regioni

poinsettia 557704 640

“Una burocrazia che, al danno, aggiunge danno. E con gravi, ulteriori ripercussioni sulla filiera florovivaistica provinciale già alle prese con una situazione insostenibile: ad esempio, l’invenduto delle festività di inizio mese si è accumulato nei vivai generando un calo di fatturato del 35% rispetto alla media degli scorsi anni”. Lo rimarca Roberto Magni, membro di giunta Coldiretti Como Lecco e imprenditore florovivaistico, commentando la notizia dell’ingiustificata chiusura “nelle giornate festive e prefestive di garden, ambulanti e negozi al dettaglio di fiori e piante in atto in diverse regioni d’Italia in zone gialla e arancione, che già sta mettendo a rischio la fornitura fuori regione delle stelle di Natale e degli abeti di Natale che ogni anno trovano spazio nelle case degli italiani”.

E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Como Lecco dopo che in molte regioni è scattato lo stop alle attività di vendita di piante a causa di una errata interpretazione del Dpcm del 3 novembre scorso, che al contrario ne garantisce la prosecuzione poiché sono considerate come completamento e sbocco della filiera agricola.

“Va specificato che in Lombardia la vendita resta attiva e che, al momento, non abbiamo segnalazioni di stop sul territorio. Ma altrove la situazione è completamente ribaltata”. Alcune ordinanze locali hanno, infatti, chiuso immotivatamente gli spazi dedicati a piante e fiori all’interno di molte strutture come centri commerciali, supermercati e ipermercati, secondo quanto denunciato dalla Consulta Florovivaistica della Coldiretti in una lettera indirizzata ai principali gruppi della Grande distribuzione organizzata, a Federdistribuzione e alle Autorità istituzionali coinvolte.

Lo stop alle realtà commerciali che superano i 250 metri quadri ha inoltre interrotto l’attività di molti garden che superano facilmente queste dimensioni, se si equiparano le aree di produzione e di vendita, senza che a livello regionale o comunale ne sia stata riconosciuta l’eccezionalità.

Ora occorre intervenire con sollecitudine per non compromettere anche le vendite delle produzioni tipiche del periodo natalizio. Il problema oltre al tradizionale albero natalizio e alle stelle di Natale va a colpire – precisa Coldiretti Como Lecco – anche ciclamini e altri tipologie di piante in vaso e di fiori recisi, che sono ormai pronti per la vendita e che rischiano di andare buttati con un danno gravissimo per un settore che ha già pagato un conto da oltre 1,5 miliardi di euro a causa della pandemia per i limiti a matrimoni, eventi e cerimonie, con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, dai vivai ai negozi.

Un vero e proprio tsunami per il settore florovivaistico nazionale al quale l’emergenza ha creato anche problemi all’export con blocchi al confine e in dogana di tanti paesi Ue ed extra Ue, a causa di ritardi e difficoltà nei trasporti e nella vendita.

Da tutelare c’è il futuro di un comparto chiave del Made in Italy agroalimentare, con il valore della produzione italiana di fiori e piante stimato in 2,57 miliardi di euro grazie a 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro che ora si trovano in gravissime difficoltà: il comparto florovivaistico è peraltro uno dei comparti leader per il tessuto agricolo ed economico delle due province lariane. Le superfici a vivaio e floricoltura contano oggi oltre 350 ha in provincia di Como e 230 ha in provincia di Lecco, con oltre 520 imprese specializzate attive nel comprensorio lariano.

Appuntamenti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Novembre 1889 il primo Juke box entra in funzione nel Palais Royale Saloon di San Francisco

Social

newFB newTwitter