Como, 15 giugno 2018   |  
Economia   |  Lombardia

L’economia della Lombardia in un rapporto della Banca d'Italia

Nel capito relativo alle banche due significativi dati: i prestiti alle famiglie hanno continuato a espandersi e l’incidenza dei nuovi prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti si è riportata sui valori pre-crisi

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Banca d'Italia, sede di Milano

La sede di Milano della Banca d'Italia ha steso un rapporto sulla situazione economica della Lombardia. Dal corposo documento abbiamo stralciato alcune parti che qui pubblichiamo.

Nel 2017 l’espansione dell’economia della Lombardia si è consolidata e rafforzata rispetto agli anni precedenti. Il PIL sarebbe aumentato dell’1,7 cento, secondo le stime di Prometeia, società di consulenza, sviluppo software e ricerca economica per banche, assicurazioni e imprese fondata, tra gli altri, da Romano Prodi.

L’attività è cresciuta in tutti i principali settori produttivi, favorita da un forte incremento delle esportazioni di beni, dall’espansione degli investimenti delle imprese e dei consumi delle famiglie, da condizioni di finanziamento distese. Il miglioramento del mercato del lavoro ha contribuito ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, che dal 2014 hanno beneficiato anche di un aumento della ricchezza.

Nonostante la buona performance registrata nel 2017, i dati preliminari sul Pil segnalano che la regione non ha ancora recuperato il divario accumulato negli anni precedenti con le principali regioni dell' Unione europea a essa simili per struttura economica e produttiva.

Nel 2017 circa il 50 per cento delle imprese industriali ha investito in tecnologie digitali avanzate che realizzano forme di automazione e di interconnessione dei processi produttivi (la cosiddetta Industria 4.0).

Nelle costruzioni il fatturato ha iniziato a mostrare variazioni positive (3,1 per cento), accompagnate da un miglioramento del ciclo immobiliare (le compravendite sono aumentate del 5,5 per cento, le quotazioni dell’1,0 per cento).

Nel terziario è proseguita, rafforzandosi, la fase espansiva. Il fatturato è aumentato in misura moderata per gli esercizi del commercio al dettaglio (0,6 per cento) e del 3,0 per cento negli altri servizi, con un marcato incremento nei servizi alle imprese.

È cresciuto il numero delle start up innovative e nel biennio 2016-17 il numero delle domande di brevetto è salito a 143 per milione di abitanti, un valore doppio rispetto a quello dell’Italia e lievemente superiore anche a quanto registrato nella media dei Paesi dell’Unione europea. La qualità dei servizi pubblici erogati sul territorio può favorire la capacità innovativa delle imprese; gli indicatori disponibili sulla qualità percepita dai cittadini posizionano la Lombardia al di sopra della media nazionale, ma ancora lontano dalla media europea e delle regioni a essa simili per struttura economica e produttiva.

Le esportazioni di beni sono aumentate a tassi elevati (7,5 per cento a valori correnti), superiori a quelle del commercio mondiale e della domanda potenziale, calcolata sulla base della dinamica delle importazioni dei paesi di destinazione delle merci lombarde; hanno anche iniziato a recuperare quote sul commercio mondiale, grazie a una specializzazione merceologica in settori in espansione nel commercio mondiale, mentre sono state penalizzate da una struttura per destinazione geografica più orientata verso mercati “vicini” meno dinamici.

Un esercizio di scomposizione del valore aggiunto contenuto nelle esportazioni di beni e servizi delle regioni italiane, verso l’estero e le altre regioni del Paese, indica che la Lombardia è una delle regioni che trae maggiore beneficio dagli scambi, in termini di valore aggiunto prodotto localmente.

La redditività delle imprese è ulteriormente migliorata e, secondo le nostre indagini, quasi l’80 per cento delle aziende dell’industria e dei servizi ha conseguito un utile di esercizio nel 2017. L’incremento della redditività ha contribuito alla crescita della capacità di autofinanziamento e all’ulteriore riduzione della leva finanziaria, che ha beneficiato anche degli interventi di ricapitalizzazione da parte delle aziende.

I prestiti bancari al tessuto produttivo sono cresciuti in misura moderata nel 2017 (1,6 per cento su base annua a dicembre), ma con andamenti ancora differenziati: sono aumentati i finanziamenti alle imprese della manifattura e dei servizi (4,2 e 3,1 per cento, rispettivamente), a quelle di medie e grandi dimensioni (2,1 per cento a Dicembre) e a quelle finanziariamente più solide.

L’espansione del credito bancario è proseguita anche nella prima parte del 2018 (2,6 per cento la variazione annua a Marzo). Nell’anno passato, è aumentata anche la diversificazione delle fonti di finanziamento, con un maggior ricorso al mercato obbligazionario: le emissioni nette hanno superato i 16 miliardi di euro, un valore storicamente elevato.

I prestiti di banche e società finanziarie alle famiglie residenti in Lombardia hanno continuato a espandersi (2,7 per cento nel 2017). In un quadro di miglioramento del mercato immobiliare, le erogazioni di mutui per l’acquisto di abitazioni si sono mantenute su livelli elevati (11,1 miliardi di euro), favorite dal basso livello dei tassi di interesse e dall’offerta di contratti innovativi e maggiormente flessibili. Il credito al consumo è cresciuto (8,2 per cento) riflettendo l’aumento della domanda e l’orientamento ancora accomodante delle banche.

I depositi bancari delle famiglie sono aumentati (2,2 per cento), seppur a un ritmo inferiore rispetto all’anno precedente. In un contesto di bassi tassi di interesse, le scelte di allocazione delle risorse finanziarie delle famiglie hanno privilegiato i titoli azionari e gli strumenti del risparmio gestito.

Le banche hanno proseguito la riorganizzazione della rete territoriale e dei canali distributivi al fine di recuperare margini di efficienza. All’ulteriore calo del numero degli sportelli (circa 1.300 dipendenze in meno rispetto al 2008) – che ha interessato negli anni più recenti anche le banche di minori dimensioni – si è rafforzata la diffusione dei canali innovativi di contatto tra le banche e la clientela.

Alla fine dell’anno passato la quasi totalità degli intermediari offriva i propri servizi anche attraverso piattaforme digitali. Si è inoltre ampliata la disponibilità di strumenti dedicati ai micro-pagamenti o ai trasferimenti di denaro con modalità peer to peer.

Gli indicatori della qualità del credito erogato alla clientela lombarda sono ulteriormente migliorati. L’incidenza dei nuovi prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti si è riportata sui valori pre- crisi (1,4 per cento nel 2017).

Pur rimanendo elevato, l’ammontare delle posizioni problematiche sul totale dei finanziamenti si è ridotto, anche per effetto dell’intensificarsi delle operazioni di dismissione dei prestiti in sofferenza dai bilanci bancari e alla crescita delle rettifiche di valore, che nell’anno passato ammontavano a quasi la metà dei crediti deteriorati e a oltre il 60 per cento di quelli in sofferenza.

 

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