Como , 12 giugno 2018   |  

Lombardia: istruzione tecnica sia riconosciuta come alta formazione

Intervento a Venezia al forum Confindustria su prospettive istituti tecnici superiori. In Lombardia operative 20 fondazioni e 88 percorsi formativi

education job

«Il mondo del lavoro richiede competenze tecniche sempre più alte, è questa la grande sfida della formazione professionale: essere riconosciuta come Alta
Formazione. Ci sono due fatti importanti, due evidenze che rappresentano un fondamento per le nostre azioni future: primo, che il sistema di Istruzione Tecnica Superiore e' efficace e la Lombardia ne è il portabandiera italiano; secondo, che per sfruttare a fondo questa opportunità e fare un salto in avanti
sul piano dell'occupazione dobbiamo avvicinare, a livello nazionale, i numeri degli altri Paesi europei: infatti, a fronte dei 10mila studenti italiani iscritti nell'anno appena trascorso, la Germania ne ha 800mila, la Francia oltre mezzo milione, la Spagna 400mila e la Gran Bretagna poco meno di 300mila».  Con queste parole l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e' intervenuta ai lavori del convegno 'Le prospettive del Forum ITS', che si e' tenuto alla sede veneziana di Confindustria.

La finalità del momento di lavoro è stata rilanciare un modello di formazione terziaria, che, pur essendo un canale professionalizzante di alto livello, cioè quello che prepara più puntualmente agli sbocchi lavorativi, ancora non è trattato, sia economicamente, sia come riconoscimento, allo stesso modo dei corrispettivi corsi universitari.

«Gli obiettivi, dunque, ha rimarcato l'assessore regionale, sono: "Ottenere il riconoscimento di pari dignità con le lauree e gli Afam (cioe' l'Alta formazione artistica e musicale) e promuovere una ancora migliorata offerta organica di servizi di alta formazione, di apprendistato e di formazione continu.. Perchè questo avvenga, ha concluso l'assessore, è necessario si' potenziare il ruolo degli ITS come centri di trasferimento tecnologico per le imprese e di intermediazione fra domanda e offerta di lavoro ma soprattutto fare di essi il centro di un ecosistema che coordina scuole, università, Miur e Mise, imprese e Regioni. Per questo puntiamo a una legge quadro nazionale in cui si stabiliscano gli standard di accreditamento (supportati da finanziamenti stabili e adeguati), e di conseguenza si prevedano il rilascio di diplomi di Alto Apprendimento, l'inserimento degli ITS fra gli istituti idonei alla ricollocazione disoccupati, e l'istituzione di corsi brevi per la formazione continua e permanente».

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