Como, 19 novembre 2019   |  

Lombardia taglio parlamentari stop del Consiglio regionale alla proposta di referendum

La proposta del Consigliere Usuelli (+Europa) non ottiene i 41 voti necessari

Giuramento Mattarella Montecitorio

Non ha raggiunto i 41 voti necessari la proposta di referendum sulla legge costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari presentata dal Capogruppo di +Europa Michele Usuelli e già approvata in Commissione Affari istituzionali senza alcun voto contrario (il M5S non aveva partecipato al voto). Il documento, che sottolinea come il taglio dei parlamentari sia un passaggio di grande rilevanza che merita di essere approfondito con un pubblico dibattito e attraverso la consultazione dell’opinione dei cittadini, è stato votato oggi dall’Aula del Pirellone a scrutinio segreto (su richiesta del Consigliere Luca Del Gobbo (Noi con l’Italia) e ha visto 39 voti a favore, 11 contrari e 10 astenuti. 

Quello lombardo, ha osservato il relatore Usuelli, “è il primo Consiglio regionale a chiedere un Referendum costituzionale confermativo su questa riforma e spero che altre quattro Assemblee legislative regionali seguano il nostro esempio. Non è vero – ha sostenuto l’esponente radicale – che questo argomento sia poco ‘sentito’ dalla gente. Ed è dovere di noi eletti per primi, dare modo ai cittadini di potersi esprimere su un tema tanto importante dopo un serio e approfondito dibattito in merito”.

Di “opportunità” ha parlato anche il Presidente dei Consiglieri di Forza Italia Gianluca Comazzi. A Roma, ha osservato, “su questo tema è stata raggiunta quasi l’unanimità, ma sarebbe stato meglio inserire un cambiamento di tale portata in un contesto più ampio in grado di rivedere, migliorandolo, l’assetto delle istituzioni”. 

Per Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti), “in un’epoca di antipolitica, è una scelta coraggiosa schierarsi a favore di un referendum di questo tipo”. Sottolineando che “la questione importante non è un parlamentare in più o in meno, ma l’efficienza delle istituzioni”, l’esponente dell’opposizione, si è appellato alla Giunta guidata da Attilio Fontana affinché valorizzi lo strumento referendario anche su scelte particolarmente importanti della Regione: “Il referendum, quello consultivo – ha ricordato – è previsto dal nostro Statuto, è già stato usato per il tema dell’Autonomia, non bisogna avere paura di sfruttarlo anche in altre occasioni in cui sia importante ascoltare l’opinione pubblica”.

Il Capogruppo leghista Roberto Anelli ha invece messo in evidenza la coerenza del suo movimento politico. “A Roma – ha ricordato – abbiamo votato sì al taglio dei parlamentari ben quattro volte nei due passaggi Camera-Senato. Non ci sono dubbi su come la pensiamo, come non c’è ambiguità nella Lega circa lo strumento referendario. Lo stesso – ha stigmatizzato – non si può dire di altri partiti, che ad esempio, solo poche settimane fa, non hanno sostenuto la richiesta di referendum sul sistema elettorale maggioritario”. Schierato per il sì Luca Del Gobbo: “La riduzione del numero dei parlamentari – ha osservato – è molto demagogica e non risponde alle reali esigenze del Paese”. Viviana Beccalossi (Gruppo Misto) ha parlato “dell’esigenza di una politica che sappia farsi rispettare, con politici in grado di porre in essere comportamenti corretti, lineari e coerenti”, mentre il numero uno Dem a Palazzo Pirelli Fabio Pizzul ha confermato il sostegno alla proposta facendo presente che “da modo al corpo elettorale del popolo italiano di potersi esprimere su una scelta che è molto impegnativa per quanto riguarda la nostra storia istituzionale, visto che si va a toccare uno degli elementi fondamentali, ossia la dimensione rappresentativa”.  

Il Movimento 5 Stelle, annunciando voto di astensione, con il Capogruppo Marco Fumagalli ha sostenuto “di non temere l’eventuale celebrazione di questo referendum, piuttosto – ha detto – lo riteniamo inutile”. Posizione poi ribadita dal Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza Dario Violi, che ha rivendicato come la riduzione del numero dei parlamentari non sia una svolta demagogica, “ma un impegno che il M5S aveva assunto con i cittadini e che è stato in grado di portare a termine”.

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