Como, 10 aprile 2019   |  

Maria Maddalena. La fine della notte

di Gabriella Stucchi

Maria di Magdala ha seguito Gesù, lo ha accompagnato da discepola ed è stata vicina a lui come i Dodici

Maria Maddalena

Nell’Introduzione l’autrice Sylvaine Landrivon, teologa francese, ripercorre le varie interpretazioni assegnate nel corso dei secoli alla figura di Maria di Magdala, che San Tommaso d’Aquino nel “Commento al Vangelo di Giovanni” definisce “apostola degli apostoli”, perché le fu affidato l’incarico di annunziare ai discepoli la risurrezione del Signore. Questo riconoscimento, accostato alla figura di Maria, la madre di Gesù, induce a riflettere sull’importanza delle figure femminili nelle Scritture.

Partendo proprio dai Vangeli, l’autrice nota come le donne sono presenti durante gli anni della predicazione di Gesù, assistono alla sua crocifissione e saranno le prime ad arrivare davanti alla tomba vuota. Negli Atti degli Apostoli il servizio della parola non è assegnato a nessuna donna, a causa delle credenze ebraiche per cui contavano solo le testimonianze maschili. Gesù invece oltrepassa la barriera delle classi sociali.
Maria di Magdala compare sette volte nel Vangelo di Giovanni. L'identificazione con una prostituta è frutto di una serie di equivoci. Maria di Magdala fu una fedele seguace di Gesù, stava sotto la Croce. Fu la prima, il mattino di Pasqua, a cui il Signore apparve chiamandola per nome.

L’autrice analizza poi gli scritti dei Padri della Chiesa in cui si rilevano confusioni sulle figure delle donne che ungono il Signore; Maria di Magdala più delle volte è ridotta all’immagine di una peccatrice pentita.

Nel Vangelo di Giovanni Maria di Magdala è la prima che, dopo il “sì” di Maria – madre di Gesù – accoglie il Salvatore misurando tutta l’immensità della sua divinità.
Anche san Tommaso d’Aquino nel “Commento al Vangelo di Giovanni” riconosce la superiorità dell’amore di Maria di Magdala rispetto a quello degli altri discepoli, ma aggiunge che ella era “inferior sexus”, cioè un essere inferiore. Questo dipende dalle credenze del tempo.

L’autrice cita l’”Inno sulla Risurrezione di Gesù” di Romano il Melode, poeta nato a Emesa in Fenicia verso la fine del V secolo. Per lui il testimone centrale della risurrezione è Maria di Magdala; inoltre presenta le donne che piangono davanti alla tomba vuota, chiamandole “sostegno del Signore”; tra queste si evidenzia Maria, che diventa la consolatrice e la guida. Romano le attribuisce la missione di messaggera e diventa non solo la prima testimone della risurrezione, ma anche il primo anello dell’assemblea che formerà la Chiesa.

Nel Vangelo di Giovanni (20,17) Gesù affida una missione a Maria: “Va’ dai miei fratelli” e precisa che il suo impegno consiste nell’annunciare loro la risurrezione; quindi si può dire che Maria di Magdala è “apostola”. Gregorio di Antiochia riprende questo concetto, come pure Tommaso d’Aquino, che nel “Commento al Vangelo di Giovanni” spiega che Maddalena (dal termine ebraico Magdal significa “torre”), quindi Maria di Magdala, elevata come una torre, è la figura della Chiesa.

Nell’ultimo capitolo l’autrice, per sottolineare il ruolo delle donne nella Chiesa, cita i numerosi riferimenti nelle Lettere di Paolo, in cui si parla di “opera di evangelizzazione” da parte di alcune (Evodia e Sintiche), come pure in Clemente Alessandrino. L’autrice continua notando come la donna è unita all’uomo fin dalla creazione dell’umanità. Da qui la lotta di numerose donne per un inizio di uguaglianza tra i sessi, ben rimarcato dal Concilio Vaticano II, in cui le competenze e le attitudini delle donne non sono più dichiarate inferiori a quelle degli uomini.

Anche la figura di Maria, madre di Gesù, si pone come esempio del “sì” che ogni cristiano deve pronunciare; nella “Lumen Gentium” si precisa infatti il ruolo di “cooperazione” di Maria. Maria di Magdala è presente ai piedi della croce, raccoglie la Buona Notizia e la comunica al mondo.

Nella Conclusione l’autrice dichiara che ridare importanza a queste figure fondamentali significa che Cristo ha concesso loro un vero posto nella prospettiva del Regno di Dio.

Attraverso la citazione di testi biblici, di Padri della Chiesa, di esegeti e di teologi,
l’autrice si propone di sottolineare, in particolare attraverso la figura di Maria Maddalena, normalmente citata come una prostituta, l’importanza delle figure femminili nella vita della Chiesa.

Sylvaine Landrivon MARIA MADDALENA – Queriniana – euro16.00

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