Como, 14 marzo 2019   |  

Monteduro (Uil Como): nel 2018 c'è stata ripresa occupazionale

"Unico dato negativo è stato quello relativo al tasso di disoccupazione giovanile del 15,32%".

Monteduro Salvatore Uil

Salvatore Monteduro

"I dati ISTAT anno 2018, mostrano che gli occupati gli occupati in provincia di Como nel 2018 sono stati 262.015 in aumento di 7.028 unità rispetto all’anno precedente, il tasso di occupazione al 66,73%, aumentato dell’1,94% rispetto al 2017".  Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario fotografa la situazione della provincia comasca.

"L’incremento occupazionale maggiore si è registrato tra le donne +3.616 unità, mentre l’occupazione maschile ha registrato un aumento di 3.412 unità. Agricoltura, Silvicoltura, Pesca, Industria, Costruzioni, Commercio, Alberghi e Ristorazione i settori produttivi in Provincia di Como che nel 2018 hanno fatto registrare un incremento occupazionale rispetto all’anno precedente". Mentre, nelle altre attività dei servizi si è manifestato un netto calo dell’occupazione rispetto al 2017. I disoccupati a Como nel 2018 sono stati 20.649 e sono diminuiti di 2.866 unità rispetto al 2017 e il tasso di disoccupazione è stato del 7,30%, ed è diminuito del 1,14% rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione femminile è stato dell’8,24% ed è diminuito dell’1,32%, mentre quello maschile è stato del 6,59% ed è diminuito dell’1%. Gli inattivi a Como nel 2018 sono stati 106.152 e sono diminuiti di 5.087 unità. Unico dato negativo è stato quello relativo al tasso di disoccupazione giovanile del 15,32% nel 2018 ed è aumentato del 0,29% rispetto al 2017".

Situazione in controtendenza a Lecco: “I dati Istat fanno rilevare una situazione occupazionale pessima: gli occupati a Lecco nel 2018 sono stati 148.866 e sono diminuiti di 2.559 unità rispetto all’anno 2017”. A lanciare l'allarme è Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario. Il tasso di occupazione - spiega – è al 67,98% ed è diminuito dell’1,23%. La riduzione occupazionale maggiore si è registrata tra gli uomini -2.326 unità, mentre quella femminile ha subito una diminuzione di 233 unità. Agricoltura, Silvicoltura, Pesca, Costruzioni, Commercio, Alberghi e Ristorazione i settori produttivi dove nel 2018 si è registrato un incremento dell’occupazione rispetto all’anno precedente. Mentre, nell’Industria e nelle altre attività dei servizi si è manifestato un netto calo dell’occupazione rispetto al 2017”.

I disoccupati a Lecco nel 2018 sono stati 8.888 e sono aumentati di 470 unità rispetto al 2017, il tasso di disoccupazione è stato del 5,63%, ed anche questo è aumentato del 0,36% rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione femminile è stato dell’6,35% ed è diminuito dell’1,28%, mentre quello maschile è stato del 5,08% ed è aumentato dell’1,65%. Per la provincia di Lecco anche il dato relativo all’occupazione giovanile è stato negativo: tasso di disoccupazione giovanile del 12,28% nel 2018 ed è aumentato del 0,35% rispetto al 2017. Gli inattivi a Lecco nel 2018 sono stati 59.292 e sono aumentati di 1.742 unità.

“I dati Istat – conclude Monteduro - sulla situazione occupazionale anno 2018 mostrano una situazione eterogenea ed articolata nelle Province di Como e Lecco: una ripresa occupazionale netta in Provincia di Como nel 2018 rispetto al 2017, con un contributo notevole del settore industriale e quello della ristorazione e commercio. Mentre, un netto calo dell’occupazione in Provincia di Lecco, determinata principalmente dal settore dei servizi e dell’industria. Restano le preoccupazioni di fondo per uno scenario internazionale negativo dell’economia, una guerra commerciale sui dazi doganali e una Brexit i cui effetti sono tutti da valutare, in questo contesto si aggiunge una domanda interna che stenta a decollare”.

E ancora: “Inoltre, i dati dei disoccupati nelle due Province restano molto al di sopra dei dati ante crisi economica ed è preoccupante l’elevato numero di inattivi. Tutto ciò conferma che la priorità dell’azione politica economica del Governo è far ripartire gli investimenti pubblici e la riapertura dei cantieri, per rendere più competitivo, moderno e sicuro il Paese”.

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