Como, 08 gennaio 2018   |  

Paolo Marazzi e Luca Schiera tornano in Patagonia

I due alpinisti comaschi in spedizione insieme all'altro ragno Matteo Della Bordella e allo svizzero Silvan Schupbach.

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Marazzi e Schiera in vetta al Mariposa

Fabio Palma, presidente dei Ragni di Lecco, introduce la nuova spedizione dei maglioni rossi in Patagonia: protagonisti gli scalatori comaschi Luca Schiera (di Erba) e Paolo Marazzi (di Rovellasca), insieme a Matteo Della Bordella e allo svizzero Silvan Schupbach.

L’appuntamento annuale con le spedizioni in Patagonia è rispettato anche quest’anno. Praticamente una certezza, dalla Ovest della Egger in poi, perchè quel grande successo ha ancora di più saldato il legame fra lo Spirito del gruppo e la terra Regina dell’alpinismo tecnico estremo.

La storia dei Ragni deve alla Patagonia moltissimo, la Patagonia, perdonate l’arroganza, deve ai Ragni ugualmente tanto. Il mio periodo di Presidenza ha coinciso con l’inizio di una “routine”, di cadenza annuale come la serata Maglione in rosso: I Ragni in Patagonia. “L’abitudine è un rito”, si legge nel magistrale “piccoli equivoci senza importanza” del grande Tabucchi, è un rito può essere monotono o grondante importanza. Scrivo queste righe per favi capire che per noi la Patagonia non è monotonia.

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Fabio Palma

Da quando i due Matteo, Bernasconi e Della Bordella, decisero di tentare la Ovest della Egger, le spedizioni che abbiamo supportato in Patagonia sono state così tante e con così tanti successi (e trepidazioni) che sembra quasi che sapere che i propri ragazzi siano là dai primi di Gennaio sia appunto una routine.

Ma non è così e non deve essere così, me lo sono detto proprio ieri, alla vigilia della partenza di Matteo (Della Bordella), e Luca (Schiera). Stanno per andare nel cuore dell’alpinismo estremo, con altri fuoriclasse con cui incrociarsi la sera a El Chalten, pronti ad essere pronti quanto la meteo sarà benigna. Sperando che lo sia.

I successi di Matteo in Patagonia sono stati clamorosi, pazzeschi. E’ un vero e proprio Re della Patagonia. Non solo ha salito Torre, Fitz Roy ed Egger, ma per vie nuove o ripetizioni storiche. E poi il grande 2017 con il Murallon, e aperture o altre ripetizioni che da sole varrebbero una carriera. Da “pivello patagonico”, come in fondo si autodefini al primo anno della Egger, ad alpinista profondo conoscitore di un ambiente sempre complesso e complicato, dove tutto si gioca in attimi, perchè le salite di questi anni prevedono pochissimo materiale e cibo, da effettuarsi in finestre meteo che a volte sono inferiori alle 36 ore. E bivaccare in parete in Patagonia…meglio proprio di no…

schiera e marazzi

Luca Schiera e Paolo Marazzi

Luca torna a El Chalten dopo che nel 2017 ha conosciuto, con successo, una Patagonia più defilata, lontano da El Chalten, salendo il Cerro Mariposa. Sono una grande cordata, in tutti i sensi. Le migliori qualità fisiche, tecniche, umane che mi vengono in mente, peraltro cementate e sciorinate anche in altre grandiosi spedizioni come a Baffin o sulla Uli Biaho. Faccio ora fatica a chiamarli ragazzi, sono Uomini con la U supermaiuscola, ma chi mi conosce sa che quando chiamo qualcuno Ragazzo significa che per me quella persona è Top. Loro lo sono.

A fine mese arriverà Paolo Marazzi, il nostro Paolino, uno che ha portato nel gruppo (ne avevamo a palate ma non è mai troppa) una dinamicità contagiosa. E ne parleremo, ovvio. E poi l’amico, e fortissimo, Silvan Schupbach, che dalla Uli Biaho in poi ogni tanto fa il primattore nei nostri successi. Un alpinista mostruoso.

Qualche foto di allenamento di kayak le avete già viste, quindi che il Kayak, dopo Groenlandia, Baffin e Mariposa, farà capolino anche nel Sud estremo del mondo, beh, sappiate che sarà proprio così. 5 anni fa soltanto a dirlo non avrei neppure ascoltato, dalla Groenlandia di Matteo in poi io e i miei consiglieri semplicemente consideriamo il kayak come la tenda da bivacco “lo portano il Kayak?”. Sembra assurdo e un tantinello lo è, ma tant’è. Meglio il Kayak della tuta alare, comunque…

Matteo Della Bordella

Da qui, le grandi stelle degli anni ’70 del nostro gruppo, Mariolino Conti in testa, li penseranno e li seguiranno. Sanno che oggi le previsioni meteo affidabili sono una grande carta che ai tempi non si poteva giocare, e che l’isolamento intorno a El Chalten è un ricordo, ma sanno anche che gli obiettivi dei nostri ragazzi sono da Old Style, o in gergo moderno, “dei bei bastoni”, a cui anche l’isolamento ( come nel 2017 Murallon e Mariposa) non manca di certo. Quando Mariolino ha saputo dove si pensa di usare il Kayak, la mimica facciale è stata chiara. Dire che avrebbe voluto esserci è evidente, lui è uno che di cose così ne ha fatte. Cose da pochissimi.

A tutti gli appassionati non promettiamo niente perchè niente si può promettere con la Patagonia, neppure le foto!! Ricordate che l’anno scorso il Murallon fu visto solo per due giorni, quelli della salita!! La Patagonia è così, si veste a festa solo per i pazienti e i fortissimi. E’ un pò come essere appassionato di surf e decidere di andare alla Praia do Norte.

Fabio Palma

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Caleidoscopio

16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

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