Como, 02 agosto 2022   |  

Paolo Borsellino - la verità negata

di Donatella Salambat

Un libro che ripercorre i 57 giorni tra l'attentato di Capaci dove perse la vita Giovanni Falcone e l'attentato di via D'Amelio dove morì Paolo Borsellino

Borsellino 1

Umberto Lucentini giornalista del “Giornale di Sicilia” è l’autore del libro “Paolo Borsellino – 1992 la verità negata” edizioni San Paolo (380 pag., 20,00 euro),ricorda quel fatidico 19 luglio di trent’anni fa quando Paolo Borsellino e gli uomini della scorta venivano uccisi dalla mafia in via D’Amelio, mentre si recava a trovare la madre.

Il libro è una raccolta di testimonianze dei familiari e amici del magistrato e non una semplice narrazione degli eventi a trent’anni dall’attentato costato la vita al magistrato e ai poliziotti della scorta Agostino Catalano, Vincenzo Limuli, Claudio Traina, Emanuele Loi, Walter Cosina ma è vuole essere un atto di denuncia nei confronti di coloro che non hanno onorato l’esempio di Paolo Borsellino.

Il giornalista descrive i 57 giorni che trascorsero tra la morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta fino all’attentato di via D’Amelio dove Paolo Borsellino perse la vita.

E’ una raccolta di ricordi dei figli Lucia, Fiammetta e Manfredi sempre accanto al padre in lotta contra la mafia. Nelle pagine si incontrano numerosi personaggi che hanno incontrato e lavorato con Paolo Borsellino del rapporto di amicizia con Giovanni Falcone, ricordando il giorno dell’attentato di Capaci e la frustrazione e il dolore provato dal magistrato nel vedere l’amico morire tra le sue braccia.

L’autore riporta in maniera minuziosa tutti i fatti successi tra il 23 Maggio e il 19 Luglio, due date che segnarono la vita della Sicilia e dell’intero paese. L’opera riporta non solo il sacrificio del magistrato Borsellino e del suo impegno ma le manipolazioni e le omissioni che hanno caratterizzato le inchieste sulla strage di via D’Amelio nonchè la delusione e l’ amarezza dei familiari e dei tanti amici.

Significativo il ricordo di Fiammetta Borsellino nel ricordare il padre descrivendolo come una persona buona di una bontà che riempiva la sua esistenza. Ciò che è rimasto ai figli è la sua umanità, la sua dolcezza ed il suo amore.

Fiammetta insieme al fratello Manfredi, alla sorella Lucia e alla madre Agnese, a trent’anni dalla tragica fine del padre e del marito aspettano giustizia e verità negata alla famiglia ed al popolo italiano.

La morte di Paolo Borsellino così come quella dell’amico e collega Giovanni Falcone sembrano aver dato una scossa ad una società addormentata e fatto intraprendere al Paese un cammino lungo e tortuoso che deve portare alla scoperta della verità.

Per non dimenticare le vittime di tutte le mafie ogni anno il 23 maggio viene celebrata la giornata per la legalità e il contrasto alla criminalità mafiosa. E’ diventata la giornata dell’impegno e della memoria.

La Sicilia descritta dal giornalista è una terra fatta di pianto, di dolore, di mafia, di poteri forti ma è fatta anche di persone come Paolo Borsellino dove la sua vita diventa testamento e memoria per le future generazioni.

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