Como , 17 aprile 2018   |  

La Pinacoteca civica di Como svela il mistero di "Vespasiano Gonzaga"

Nell’ambito del processo di rivalorizzazione della Pinacoteca Civica di Como, sabato 21 aprile alle ore 15.00 si terrà l’incontro “Il ritratto di Vespasiano Gonzaga

locandina Vespasiano Gonzaga

Nell’ambito del processo di rivalorizzazione della Pinacoteca Civica di Como, sabato 21 aprile alle ore 15.00 si terrà l’incontro “Il ritratto di Vespasiano Gonzaga. Misteri e scoperte dietro un capolavoro”, organizzato in occasione del rientro a Como dell’omonima opera (Ritratto di Vespasiano Gonzaga, all’età di ventotto anni - 1559) che negli ultimi mesi è stata in prestito a Mantova per la mostra "Città ideali dei Gonzaga".

L’iniziativa si cala nel progetto più ampio di nuova valorizzazione e restituzione alla città del ricco patrimonio della Pinacoteca cittadina, anche in relazione ai diversi rapporti che vengono intrattenuti con musei nazionali ed internazionali.

Durante l’incontro verranno presentate al pubblico le ultime scoperte e ricerche sull'opera, proveniente da Villa Olmo all’epoca dei Visconti di Modrone e trasferita poi in Museo nel 1991: un’indagine diagnostica non invasiva effettuata dal laboratorio specializzato dell’Università di Verona e gli studi compiuti sulla tavola da noti storici dell’arte hanno confermato l'attribuzione del dipinto in ambito italiano, come opera di Bernardino Campi (Reggio Emilia, 1521 – 1591) invece che del fiammingo Anthonis Mor, come ritenuto precedentemente.

In esclusiva, verrà inoltre presentata al pubblico la ricostruzione tridimensionale del volto di Vespasiano, opera dell’artista Gabriele Mallegni, realizzata grazie ad uno studio paleoantropologico sui resti mortali del Gonzaga, il cosiddetto “Protocollo di Manchester”, un metodo internazionale che partendo dalla forma del cranio permette la restituzione dei tratti del viso con un altissimo grado di somiglianza.

Il dipinto, olio su tavola del 1559, è una delle opere più preziose e conosciute della Pinacoteca civica. Ritrae il duca di Sabbioneta in età giovanile, con i simboli del potere e del mestiere: in armatura, indossa la fascia che indica il suo grado d’ufficiale e di comandante e poggia la mano sinistra su una colubrina. Sul petto il simbolo dell’aquila, mentre tra le decorazioni della corazza, si legge la data 1559, anno di esecuzione. La qualità tecnica e pittorica è davvero elevata: il naturalismo con il quale sono eseguite le mani, la mobilità delle luci sul volto e il gioco delle lumeggiature saettanti sulla fusciacca che attraversa l’armatura, rendono l’opera un capolavoro assoluto.

Di seguito gli interventi in programma: 

“Da una città in forma di palazzo alle città ideali del Rinascimento: successi e prospettive del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova” di Peter Assmann, Direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

“I ritratti di Vespasiano Gonzaga tra storia dell'arte e paleoantropologia” di Paolo Bertelli, Storico dell'arte, membro del Comitato scientifico del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

“Nei volti gli indizi del tempo: analisi diagnostiche del ritratto” di Paola Artoni, Responsabile del Centro Laniac del Dipartimento Culture e Civiltà dell'Università di Verona

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