Como , 31 agosto 2018   |  

Ricominciare dalle macerie. Quando salvare vite umane è il lavoro quotidiano

di Gabriella Stucchi

“Il pompiere punta al cuore delle cose”. L’autrice rende viva questa affermazione, attraverso le vicende del sisma di Rigopiano.

Ricominciare dalle macerie

Il sottotitolo specifica l’argomento del libro, la cui l’autrice, suor Roberta Vinerba, propone Stefano, Giancarlo, Marco e Stefano come rappresentanti di tutta la squadra dei Vigili del Fuoco.

Nella Prefazione Luca Cari, Responsabile della Comunicazione in emergenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, afferma che “Il pompiere punta al cuore delle cose”. L’autrice rende viva nel libro questa affermazione, attraverso le vicende del sisma di Rigopiano.

Parlando con Giancarlo Favoccia, uno dei pompieri che intervennero in quella catastrofe, l’autrice nota come egli definisca “famiglia” il Corpo dei Vigili, perché si passa molto tempo insieme, si condividono esperienze particolari, si compie insieme un percorso che sfocia in amicizia. Giancarlo ha pure scelto di essere Usar, specializzazione che richiede, quando si è chiamati per un’emergenza, la disponibilità a lasciare tutto e a partire in qualsiasi momento per tirar fuori persone vive nel minor tempo possibile. Anche la pratica dello sport contribuisce a far emergere il meglio, per un sano agonismo. Giancarlo cita come intervento Usar quello ad Amatrice, dove purtroppo furono estratte solo persone morte. Una nota importante: Giancarlo consiglia ai pompieri giovani di non guardare mai il volto di chi è estratto, perché “diventa una foto istantanea indelebile”. Poi la descrizione drammatica del crollo di una slavina sull’albergo di Rigopiano: la strada coperta da neve e dai rami degli alberi; il grido di una persona; l’inizio degli scavi a turnazione; il primo salvataggio di Gianfilippo e Adriana; la ricerca di tre bambini che stavano nella sala biliardo; la loro risposta alla chiamata; il duro lavoro con le attrezzature per creare il tunnel; l’illuminazione con la torcia, poi a poco a poco l’estrazione dei bambini che stavano bene, con una grandissima gioia!....
Giancarlo dal punto di vista religioso non è praticante, ma sa che sopra c’è qualcuno che lo protegge e in cui crede.

Stefano Simoni entra nel 2001 nelle Scuole Centrali di Capannelle per un addestramento di cinque mesi, mentre il sesto è compiuto in diversi distaccamenti, poi viene trasferito a Milano prima di tornare, nel 2006, a Roma. È specializzato nel Saf (speleo-alpino-fluviale), di guida di tutti i mezzi dei Vigili del Fuoco e di elisoccorso. Ha poi aggiunto il Tpss (tecniche di primo soccorso sanitario), oltre altre specializzazioni. Chiarisce che dopo Rigopiano hanno fatto incontri di gruppo con uno psicoterapeuta per elaborare le emozioni provate. Stefano ricorda l’intervento al convento di Amatrice, dove si sono ricuperate solo salme.
Rievoca anche il terremoto dell’Aquila, dove pure si estrassero solo persone decedute.
Stefano riferisce che è in contatto con i familiari dei bambini estratti vivi a Rigopiano ed anche con parenti di alcune vittime, perché li sente amici. Invita i giovani ad essere altruisti, educati, ad aver rispetto del prossimo. Crede, ma non è praticante; riconosce di dovere molto all’educazione ricevuta in famiglia.

Marco De Felici (Marcolì, nato a Roma nel 1973) è figlio di un Vigile del Fuoco. Sposato con Daniela, ha un figlio di quattro anni, Matteo, svolge da ventidue anni servizio operativo, con tantissimi interventi. Di Rigopiano racconta il lavoro difficile per aprire la strada con la turbina, sotto la tormenta di neve, il volteggiare degli elicotteri...
Ecco i primi due superstiti, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, che hanno passato la notte in macchina e sono stremati.
Dopo un breve riposo, si ritorna a Rigopiano e si riesce a penetrare tra i resti dell’hotel. Si odono voci: si scava e dopo un po’ compare il piccolo Gianfilippo e poi la mamma Adriana; poi la voce di Ludovica, che è con gli altri bambini. Si entra dopo molte fatiche nella sala biliardo, e si arriva a Edoardo che tiene sulle gambe Ludovica e Samuel. Un fortissimo abbraccio, poi altri sforzi, per raggiungere Francesca, Giorgia e Vincenzo. Per l’estricazione di Giampaolo, l’ultimo sopravvissuto; i pompieri hanno lavorato tutta la notte, insieme ai giovani del Soccorso Alpino. Nota commovente: ora i pompieri e i ragazzi mantengono i contatti, si scambiano messaggini: un’amicizia sorta grazie alla vita salvata!
Il 21 agosto il terremoto di Ischia e Marco interviene a Casamicciola: Un pianto...si scava ed esce Pasqualino, poi altre voci...Ciro e Mattias, non solo intrappolati sotto le macerie, ma incastrati tra loro, salvati dopo quasi sedici ore di lavoro. I pompieri il 22 agosto andarono a trovare i bambini in ospedale...commozione indescrivibile!

Stefano Vagnini nato a Roma nel 1965, Vigile del Fuoco con diverse specializzazioni, oltre che Usar, anche lui presente a Rigopiano e a Ischia. Le stesse paure, gli stessi sentimenti dei colleghi. “Salvare una vita fa sentire appagato e felice, se ci metti tutto il cuore.....Il nostro è un lavoro di squadra”.

Sono storie semplici, di persone con caratteri diversi, ma legate da un senso del dovere, che fa superare l’inevitabile paura di fronte alle tragedie, attraverso la generosità, il coraggio, uniti alla prudenza, consci del valore della vita, di ogni vita, aperti al sacrificio, alla fatica, al dolore, che può scaturire in gioia indescrivibile, con un grazie infinito al Signore per chi crede, e un attaccamento profondo alla squadra, in cui tutto è vissuto in spirito di comunione, di fraternità, di altruismo.

Il libro, attraverso le storie vissute in prima persona e raccontate ai lettori, contiene importanti spunti educativi per i giovani ed anche per le famiglie.

Roberta Vinerba “Ricominciare dalle macerie” – Paoline – euro 14.00

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