Milano , 06 giugno 2017   |  

Salute: identità religiose, con riforma la Lombardia mette al centro la persona

L'assessore al welfare, Giulio Gallera, ha presentato il vademecum per operatori sanitari

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"In una società multiculturale e multietnica come la nostra chi ha il compito di curare non puo' prescindere dal mettere al centro la persona, con una attenzione particolare alla condizione di grande fragilita' che essa vive a causa della malattia. Per questo ho subito sposato il progetto del Comitato 'Insieme per prenderci cura' che ha avuto come esito la pubblicazione di un vademecum per gli operatori sanitari che quotidianamente si confrontano con la necessita' di mettere al centro la persona nella sua totalita' nel rispetto anche della sua identita' religiosa e culturale". E' quanto affermato dall'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera durante la presentazione del volume 'Salute e identita' religiose. Per un approccio multiculturale nell'assistenza alla persona', per il quale ha curato la premessa, nato dall'iniziativa del Comitato 'Insieme per prenderci cura' e patrocinato da Regione Lombardia.

Durante la presentazione, che sé  tenuta, martedì 6 Giugno,  a Palazzo Pirelli, oltre all'assessore Gallera, sono intervenuti i rappresentanti del Comitato promotore: monsignor Pier Francesco Fumagalli, vice prefetto della veneranda biblioteca ambrosiana, Abd al-Sabur Turrini, direttore generale Coreis (Comunita' religiosa islamica), Giovanni Antonio Muttillo, presidente dell'Ipasvi Milano, Giorgio Mortara, vicepresidente dell'Ucei, (Unione della comunità ebraiche italiane). La consigliera Daniela Mainini ha portato i saluti del Consiglio regionale della Lombardia.

"Da amministratore - ha spiegato Gallera - ho sempre cercato di rispettare le diverse tradizioni religiose. Con Regione Lombardia abbiamo avviato un percorso coraggioso di evoluzione del suo sistema socio sanitario che prevede il passaggio 'dalla cura al prendersi cura' e che mette al centro il paziente nella sua totalità nel rispetto anche delle diverse tradizioni e identità religiose".

"Nella sofferenza della malattia - ha sottolineato l'assessore - deve rimanere sempre al centro la dignità della persona, per questo la capacità di rendere sempre piu' umani i luoghi di cura e promuovere l'umanizzazione delle cure deve essere tratto distintivo della sanità e di chi vi opera. E' altrettanto importante che tutti gli operatori e professionisti sanitari abbiano tutti gli strumenti per offrire alla persona un'assistenza integrale. E' così  che vogliamo sostenere concretamente le fragilita' e realizzare quel 'nuovo umanesimo' in grado di rimettere la persona al centro e di sostenerla a trecentosessanta gradi nel pieno rispetto anche della sua identita' religiosa e culturale".

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