Como , 15 maggio 2019   |  

Sant'Elia e l'architettura del suo tempo

Venerdì 17 Maggio, nella Pinacoteca civica di Como presentazione degli atti del convegno internazionale Antonio Sant’Elia e l’architettura del suo tempo, edito dal dipartimento di Architettura dell’università degli studi di Firenze

SANT1ELIA

Venerdì 17 maggio alle 17,30 nella Pinacoteca civica di Como (via Diaz 84) si terrà la conferenza di presentazione degli atti del convegno internazionale Antonio Sant’Elia e l’architettura del suo tempo, edito dal dipartimento di Architettura dell’università degli studi di Firenze, a cura del professor Ezio Godoli.

Il volume contiene l’esito di un importante lavoro di ricerca condotto dal dipartimento univeversitario. Il convegno internazionale si è svolto il 2 e 3 dicembre 2016 a Firenze, nella palazzina reale della ex stazione di Santa Maria Novella, nell’ambito delle celebrazioni del centenario di Antonio Sant’Elia. Alla conferenza di presentazione del volume a Como, organizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Como, interverranno Ezio Godoli, già ordinario di Storia dell’architettura dell’Università degli studi di Firenze, Letizia Casati, già conservatrice dei Musei Civici di Como, Luigi Cavadini, critico d’arte, Alberto Longatti, giornalista e storico, Ornella Selvafolta, già ordinaria di storia dell’architettura del Politecnico di Milano. 

Introdurranno i relatori: Michele Pierpaoli, Presidente Ordine Architetti PPC di Como; Carola Gentilini, Assessore alla Cultura e al turismo del Comune di Como Luca Rinaldi, Soprintendente Architettura Belle Arti e Paesaggio delle province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese

Il volume rappresenta un importante aggiornamento degli studi su Sant’Elia che viene sottoposto a un esame critico. Ci sono notizie e immagini sul cimitero di guerra progettato dall’architetto, si esaminano disegni e schizzi di proprietà degli eredi, viene alla luce la relazione presentata da Sant’Elia all’esame di Bologna per il diploma di disegnatore architettonico, si studia con nuove prospettive la genesi della Città Nuova, ecc. Il convegno internazionale tenuto a Firenze ha consentito di rilanciare gli studi su Sant’Elia in modo da precisare meglio il suo ruolo nella storia dell’architettura moderna, al di là dell’utopia e con un’idea realistica delle megalopoli all’inizio del ‘900.
Si riporta di seguito il testo tratto dalla quarta di copertina del volume a cura di Ezio Godoli edito dal Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Firenze

Le forzature che hanno accompagnato la costruzione negli anni 1930 del mito di Sant’Elia pioniere dell’architettura moderna, hanno orientato il successivo dibattito critico, alimentando come reazione una sterile polemica sulla sua appartenenza al Futurismo, condizionata da pregiudizi ideologici e culturali. Ad una storicizzazione tendenziosa che ha inteso confinare la sua produzione nell’area di un tardo Liberty influenzato dalla scuola viennese di Otto Wagner, si è accompagnata una interpretazione riduttiva dei disegni della Città nuova come scenografie ispirate all’immaginario metropolitano statunitense.

L’approfondimento delle relazioni tra alcune delle tendenze dominanti nell'architettura italiana ed europea nei primi anni del XX secolo e l’opera di Sant’Elia, proposto nei saggi che costituiscono questo volume, non intende ridimensionarne l’apporto originale ma collocarla nel suo tempo ampliandone il campo dei riferimenti culturali. Da queste analisi emerge la capacità dell’architetto comasco di fondere in un crogiuolo spunti derivati dagli albi della Wagnerschule, da Josef Hoffmann e dai suoi migliori allievi, dagli ultimi fuochi dell’orientalismo, dal filone del gigantismo visionario che ha collegato a fonti viennesi e tedesche diversi protagonisti dell’architettura italiana prima della guerra del 1914-1918, per ricavarne soluzioni compositive e tecnologiche decisamente innovative. 

Alla luce dei temi dominanti nel dibattito sulla metropoli moderna negli anni in cui si stavano gettando in Italia le fondamenta della disciplina urbanistica e delle proposte elaborate per rimediare ai ‘mali’ della grande città (e in particolare di Milano), òa rilettura dei disegni per la Città nuova acconsente di sottrarli alla sfera del puro esercizio visionario e di riconsiderarli come risposte praticabili e non prive di efficacia, sebbene in anticipo sui tempi, ad alcune delle esigenze individuate dal dibattito contemporaneo come prioritarie nel perseguire il risanamento igienico, la razionalizzazione, il miglioramento delle condizioni di vita nelle grandi agglomerazioni urbane.

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