Milano , 06 febbraio 2020   |  

Spreco alimentare riduzione del 30 per cento nei prossimi cinque anni

Ogni famiglia italiana getta nella spazzatura in media 36 kg di cibo, per un valore di 456 euro, dati che in Lombardia scendono a 384 euro. La Regione punta a dimezzare questi numeri entro il 2030 e a ridurli del 30% nei prossimi 5 anni

spreco alimentare

Nella foto, da sinistra, Marcella Messina (presidente del consiglio di rappresentanza dei sindaci di Bergamo), Marco Magnelli (direttore del Banco Alimentare della Lombardia), Stefano Bolognini (assessore della Regione Lombardia alle Politiche sociali, abitative e Disabilità), Massimo Giupponi (direttore generale ATS Bergamo); Lara Magoni (assessore della Regione Lombardia al Turismo, Moda e Marketing territoriale); Antonio Sorice (direttore del dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale).

«Ogni famiglia italiana getta nella spazzatura in media 36 kg di cibo, per un valore di 456 euro, dati che in Lombardia scendono a 384 euro. La Regione punta a dimezzare questi numeri entro il 2030 e a ridurli del 30% nei prossimi 5 anni. Quello siglato oggi è uno dei cardini della nostra azione». Lo ha sottolineato l'assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilità, Stefano Bolognini, oggi a Bergamo, dopo la firma 'Protocollo di intesa per il recupero delle eccedenze alimentari e la lotta allo spreco alimentare'. All'iniziativa, realizzata in occasione della settima 'Giornata Nazionale di prevenzione allo Spreco Alimentare', ha partecipato anche l'assessore regionale al Turismo, Moda e Marketing territoriale, Lara Magoni.

Il documento sottoscritto da Regione Lombardia, ATS Bergamo e Banco Alimentare della Lombardia, in collaborazione con il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci di Bergamo, prevede «lo sviluppo di azioni integrate per ridurre le condizioni di bisogno delle persone e delle famiglie - ha spiegato Bolognini - attraverso il recupero e la distribuzione di generi alimentari a fini di solidarietà sociale, oltre alla promozione di una cultura contro lo spreco e di accordi per la distribuzione a fini di solidarietà di beni non commerciabili ma commestibili". Questa iniziativa, ha ricordato, si "inserisce nel Piano regionale d'azione contro la povertà alimentare che per il biennio 2019-2020 ha previsto lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per finanziare progetti territoriali di raccolta e distribuzione di derrate alimentari».

«Bergamo ancora una volta - ha messo in evidenza Lara Magoni - si dimostra città dove l'operosità e il volontariato si fondono in un mix virtuoso. Il protocollo vede il mondo imprenditoriale, istituzionale e associativo del territorio in prima linea. Regione Lombardia svolge un ruolo centrale su questa tema. Credo sia un atto nobile e doveroso sensibilizzare dunque da parte nostra l'opinione pubblica alle buone pratiche, educando al rispetto e alla consapevolezza dell'importanza del cibo. Un progetto che deve per forza partire dai bambini, il nostro futuro, con azioni sinergiche tra enti, associazioni e scuole, per insegnare che il cibo è vita».

«Per contrastare la povertà - ha chiarito Bolognini - Regione Lombardia ha messo in campo un coordinato di iniziative volte al recupero delle eccedenze, al sostegno delle famiglie e a favorire l'inclusione sociale, che includono anche finanziamenti alle associazioni di volontariato e azioni sensibilizzazione nei confronti dell'opinione pubblica". Azioni che sono volte, sottolinea, "a far diminuire il numero delle persone in povertà nella nostra Regione che, grazie a politiche mirate, è già uno dei più bassi sul territorio nazionale. L'incidenza è del 4,9% contro il 5,7% italiano. Nel 2018 sono state 67.000 le persone che hanno beneficiato di iniziative regionali per l'inclusione sociale. Grazie, poi, a 2.500 donatori e alla collaborazione fra volontariato, imprese e distribuzione sono state raccolte 40.000 tonnellate di cibo. 1.500 le strutture assistenziali che lo hanno distribuito. Ne hanno beneficiato 75.000 famiglie, 230.000 adulti e 114.000 minori».

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