Como, 11 febbraio 2020   |  

Sulle montagne lombarde non c’è disaccordo

Il progetto di legge per la tutela dei territori impervi ha raccolto il consenso unanime dell’Aula del Pirellone. Solo alcuni distinguo ma per uno stesso fine: far vivere al meglio le popolazioni delle alture

spendone e resegone

La Lombardia è, per poco meno della metà, territorio montano (il 41%) e qui vive il 12% della popolazione (1 milione e 300 mila lombardi). Un territorio molto importante dal punto vista geologico, idrologico, storico, culturale, enogastronomico; ma anche afflitto da problemi vecchi e nuovi: lo spopolamento, la delocalizzazione delle attività, la difficoltà dei trasporti, la povertà dei servizi.

Di tutto questo si è parlato questa mattina nell’Aula del Pirellone con la presentazione di un progetto di legge (relatrice la leghista Gigliola Spelzini) intitolato alla Istituzione della “Giornata regionale per le montagne”.

«Una giornata per promuovere e valorizzare i territori montani e sostenere la gente che in montagna vive e lavora: la prima domenica di luglio di ogni anno» ha detto la Spelzini. «Non una data fine a se stessa, ma la presa di coscienza di un patrimonio unico, fatto di risorse naturali, culturali, paesaggistiche, idriche, forestali. In particolare per favorire azioni tese alla tutela delle risorse naturali, alla valorizzazione della dimensione economica, sociale ed istituzionale delle comunità di montagna, secondo principi di uno sviluppo etico, responsabile e sostenibile».

«Non possiamo non essere d’accordo sull’iniziativa» si è associato Jacopo Scandella del Pd «ma dobbiamo pure essere consapevoli degli errori commessi in passato nei confronti dei territori montani, in modo da evitarne la ripetizione: meno medici negli ospedali, la chiusura di pronti soccorsi, tagli ai trasporti. Nel nome dei risparmi e di una certa efficienza economica negli anni passati abbiamo creato una desertificazione. La presunta efficienza è diventata deficienza, cioè mancanza di servizi essenziali. Se vogliamo invertire la tendenza non dobbiamo dimenticare cosa è successo negli ultimi anni».

Con 69 voti a favore su 69 presenti la Montagna lombarda ha ottenuto un plebiscito di consensi affettuosi.

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