Tradate, 08 dicembre 2019   |  

Tradate "Validation" per comunicare con l'anziano affetto da demenza

La Fondazione Velini di Tradate, Casa-famiglia offre assistenza medico-infermieristica, educativa, rieducativa e alberghiera a tutte le persone anziane che sono ospiti.

foto libro

di Franco Negri. Pubblicato nel 2018 dall’Editrice Dapero e già ristampato nel corrente anno, il libro “Non trovo le parole” di Cincia Siviero e Silvia Pellegrini è stato presentato sabato 7 Dicembre presso la Fondazione Velini di Tradate, Casa-famiglia che offre assistenza medico-infermieristica, educativa, rieducativa e alberghiera a tutte le persone anziane che sono ospiti.

L’evento, proposto dalla stessa Fondazione (il presidente ing. Fabris e la responsabile delle Risorse Umane Monica Ravarotto hanno dato il benvenuto agli intervenuti tra cui medici, personale infermieristico, familiari degli ospiti e studiosi) era patrocinato dal Comune di Tradate, presente col vice sindaco Accordino.

Accompagnata da Adriana Tidona, addetto stampa della Dapero Editrice, specializzata nella realizzazione di libri, riviste, eventi che trattano la materia, l’autrice del libro Cinzia Siviero ha parlato del “metodo Validation”, metodo internazionale di cui è specializzata (‘master validation’) e divulgatrice in Italia, avendolo studiato ed acquisito in America dall’ideatrice Naomi Feil.

“Non trovo le parole” non è solo il titolo del libro, che è un contributo alla comprensione di come possiamo essere di aiuto a coloro che subiscono un decadimento cognitivo spesso associato a quello fisico e psicologico. La difficoltà di esprimersi e trasferire in un linguaggio il proprio stato, le proprie emozioni, i propri sentimenti, i propri bisogni è un problema infatti che investe non solamente la persona sofferente ma anche chi di questa si sta prendendo cura (‘caregiver’, familiare assistente).

Il metodo Validation – sostiene Siviero – nasce con lo scopo di dare strumenti e modi concreti nella direzione dell’accoglienza delle espressioni emotive manifestate dalla persona colpita cognitivamente. E’ una tecnica di comunicazione a favore dell’anziano affetto da demenza, allo scopo di facilitare la sua espressione non basata sulle parole (o basata sull’uso di ‘insalata di parole’) ma su manifestazioni non verbali emotive. Attraverso il canale delle emozioni e gli atteggiamenti del corpo (un particolare sguardo severo oppure dolce, un tono della voce aggressivo oppure piacevole, un gesto della mano freddo oppure accogliente, un saluto doveroso oppure spontaneo e affettuoso, ecc.) è possibile manifestare comunicazione e relativi significati. E dunque, attraverso tali canali è possibile entrare in “empatia” con la persona.

Va bene per tutti quindi il ‘metodo Validation’: tutti ci sentiamo meglio se ‘comunichiamo’ seguendo le emozioni che ‘parlano’ per noi. E per gli anziani affetti da demenza è l’unico canale, non disponendo più del canale cognitivo. La capacità di adottare tale ‘accoglienza’ nei confronti dell’anziano è un percorso certamente non semplice e va coltivato nella consapevolezza di un lavoro comune che coinvolge non solo l’anziano ma i ‘caregiver’, infermieri, medici, amici, consapevoli cioè che la gravità della ‘perdita sociale’ subita dall’anziano può essere (in parte) recuperata con l’atteggiamento di “validazione delle emozioni”.

“Servirebbe un’educazione sentimentale”, ammette Siviero. Perché “la grammatica delle emozioni è vastissima” e occorrerebbe affinare le nostre reazioni ed emozioni per entrare in empatia con gli altri, e non solo con gli anziani. “Empatia” - sottolinea l’autrice - è un andare in profondità, “dentro” l’emozione, e non solo uno stare accanto all’emozione, che sarebbe solo banale “simpatia”. Con una doverosa precisazione: è un entrare in empatia con l’altro “come se” avessi quelle stesse carenze, ma “io non solo l’altro”, non posso caricarmi di tutte le sofferenze degli altri che ho in cura. “Devo uscirne al momento opportuno” e permettermi di continuare a vivere la mia vita, senza caricarmi ed accumulare stress criticità che mi abbatterebbero e farebbero male a me stesso e agli altri. Anche questa, dice Siviero, è una tecnica “Validation”.

Nel prossimo mese di Febbraio – ha annunciato la Fondazione Velini – verrà effettuato un “Corso Validation” a beneficio degli operatori e dei parenti delle persone anziane.

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