Milano , 24 aprile 2018   |  

Un clima levantino soffia anche al Pirellone

di Alberto Comuzzi

Oggi, martedì 24 Aprile, l'assalto per il "Dote Scuola" ha portato quel sapore e quegli odori speziati tanto pittoreschi nei suk mediorientali

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Palazzo Pirelli a Milano, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, ingresso di via Pirelli. Da qui accedono i giornalisti che dopo aver ottenuto l'accredito e passati i controlli attraverso il metal detector prendono posto per svolgere il loro lavoro.

Oggi, martedì 24 Aprile, alle ore 9,20 (la seduta iniziava alle 10) la sala d'attesa da cui transitano i giornalisti (come documentano le immagini allegate) era totalmente invasa da “cittadini” italiani di origine straniera venuti a chiedere il contributo per le spese scolastiche elargite dalla Regione.

Naturalmente tutte le sedie della sala d'aspetto sono state occupate e ai giornalisti, dopo un'occhiata d'intesa tra di loro e anche per non creare polemiche, non è rimasto che abbandonare la sala ed uscire ad attendere sul marciapiede di via Pirelli. Fin qui nulla di grave; un minimo di accoglienza per il prossimo.

Peccato però che un non ben identificato “cittadino” in procinto di consegnare la documentazione per ottenere il bonus, con fare minaccioso si è rivolto ad un cronista pretendendo di sapere perchè scattava fotografie.

Che a precipitarsi a pretendere un loro sacrosanto diritto – Dote Scuola – siano soprattutto cittadini italiani nati all'estero lascia supporre che gli autoctoni o siano poco reattivi ai loro diritti o siano sufficientemente benestanti per non sentire il bisogno di esigerli. Che però ad un “cittadino” non interessa, il colore della pelle o della provenienza, sia concesso di mostrarsi aggressivo nei confronti di un cronista che fa il suo lavoro è quanto meno azione da stigmatizzare.

E' un dato di fatto che il Sindaco di Milano Sala (con villa nei pressi di S. Moritz – Svizzera) e il suo predecessore hanno assecondato la becera politica della sinistra italiana di far entrare nel nostro paese milioni di persone agevolando atteggiamenti e comportamenti levantini. Che però ora anche la Regione Lombardia nella sua sede favorisca quegli atteggiamenti autoritari e maschilisti tipici dei Paesi Mediorientali ci sembra davvero deprecabile. 

Qui non si tratta di intolleranza o di lesa maestà del giornalista; si tratta di un minimo di civismo da parte di chi viene in un Paese che con la Grecia ha irradiato una plurimillenaria cultura che è alla base dello sviluppo dell'intera umanità.

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