Lugano, 16 ottobre 2019   |  

Un' indagine svela le bellezze turistiche di Lugano

di cristiano comelli

Svizzera Turismo, in un'indagine condotta qualche tempo fa, forniva un responso chiaro

Lugano San Rocco

Immagine di repertorio

Quali sono le bellezze di Lugano a cui i turisti  amano maggiormente accostarsi? Svizzera Turismo, in un'indagine condotta qualche tempo fa, forniva un responso chiaro: la "magna pars" è caratterizzata dai luoghi di interesse storico che attirano il 27 per cento degli stranieri, poi vengono chiese e cattedrali con il 26, musei e mostre annesse con il 21 e castelli e fortezze con il 19.

E le ricadute positive benefiche sulla città sono quantificabili con altrettanta nitidezza: 22 miliardi di franchi di valore  aggiunto lordo e circa 69 di fatturato, tale da incidere per il 3,9 sul valore aggiunto lordo elvetico. Questo buon successo è attribuibile anche, in parte, alla decisione attuata dal comune di ridisegnare complessivamente la divisione cultura.

«Il riorientamento e la conseguente nuova organizzazione della divisione cultura - spiega in una nota il municipio ticinese-  si sono imposti anche alla luce della fusione tra Lugano in scena e l'ente autonomo Lac, tappa conclusiva di un percorso complesso avviato nel 2014 con la costituzione dei nuovi enti culturali che quest'anno ha visto concretizzarsi passi importanti, l'avvio della fondazione culture e museie l'inaugurazione del nuovo museo delle culture in villa Malpensata nonché il trasferimento dell'archivio storico da casa Cattaneo all'ex municipio di Castagnola, il consolidamento della fondazione di gestione del Masi e il rilancio della fondazione Lugano per il polo culturale».  

Insomma, una rivitalizzazione complessa che ha consentito però, precisa il comune, di "rimettere al centro delle attività della divisione cultura sia il patrimonio storico e artistico diffuso sia il cittadino, inteso come professionista  nell'ambito culturale e creativo aggiungendo nuove competenze a quelle già messe in atto".

Tutto nella consapevolezza del fatto che  una città che ha sempre fatto della promozione della cultura e delle sue eccellenze un valore qualificante aveva certo necessità di organizzare la sua offerta culturale in un modo sempre più rispondente alle esigenze dei turisti e dei cittadini che intendono fruire di quest'ampio patrimonio. Roberto Badaracco, capo dicastero cultura sport ed eventi, ha al riguardo osservato: «dopo anni di impegno quasi esclusivamente diretto alle necessità del polo culturale, ora abbiamo deciso di concentrarci su due livelli: le esigenze dei tanti professionisti che in città hanno scelto di lavorare nella cultura e la messa in valore dello straordinario patrimonio storico e artistico della città, grazie al nuovo assetto della divisione con la nuova direzione ci proponiamo di sostenere e sviluppare il potenziale creativo di Lugano per cercare di dimostrare con i fatti che la cultura può essere un fattore di sviluppo a ogni livello».

Un discorso volto a prendere per mano il passato e condurlo verso il domani per affrontare sfide sempre nuove e in grado di far crescere ulteriormente il tessuto sociale, culturale e turistico cittadino.

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